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Scompiglio e pioggia di smentite dopo che un gruppo di esperti presieduto dal capo delle ferrovie Russe - e fedelissimo di Vladimir Putin - Vladimir Yakunin ha decretato che le ultime elezioni legislative si sono concluse con risultati "truccati", e invece di Russia Unita, guidata in quel caso dall'ex leader del Cremlino Dmitri Medvedev, avrebbe avuto la maggioranza relativa (30%) il partito comunista russo KPRF. Proprio dalla direzione del Partito Comunista, se da una parte considerano il dato appena emerso davvero oggettivo, dall'altra si chiedono perché il Cremlino ha dato l'approvazione per la pubblicazione dei dati. Il dossier, stilato da matematici ed esperti di statistica, ha guadagnato spazio anche sul quotidiano Kommersant, controllato da Gazprom Media, e di fatto non delegittima Putin, ma piuttosto il partito affidato da settembre 2011 a Medvedev.

All'epoca molte voci parlavano di un patto stretto da Putin e Medvedev: in caso di vittoria alle elezioni di Russia Unita, a Medvedev sarebbe toccato il governo. Così è stato e da maggio 2012 è premier, ma sempre più al centro di attacchi dai molti clan vicini a Putin, ma a lui avversi. Anche dalla segreteria del partito comunista dicono: "i sostenitori di Putin del Fronte Popolare - nuova realtà nata all'ombra del partito di maggioranza - e parte della classe dirigente, vogliono mettere in discussione il diritto di Russia Unita, guidata dal primo ministro Dmitry Medvedev, ad occupare una posizione dominante nella Duma". ## Russia/ Studio delegittima Medvedev: elezioni Duma truccate -2 Ma il Cremlino: se vogliono contestare, rivolgano al tribunale Mosca, 13 mar. (TMNews) - Intanto il Cremlino si dice scettico sui risultati del dossier, in base al quale Russia Unita avrebbe preso solo il 22%. "Se qualcuno ha il desiderio di rivedere questi risultati, non deve scrivere rapporti, ma andare in tribunale", ha detto una fonte del Cremlino, commentando la pubblicazione delle conclusioni del dossier. Nei primi anni 2000, molti ufficiosamente annunciarono che le elezioni presidenziali del 1996, in realtà non erano state vinte da Boris Eltsin, ma da Gennady Zyuganov. Ma quello che colpisce è senza dubbio che dietro questo dossier ci sia un sodale di Putin, suo amico e persino vicino di casa. Uno dei pochi indicato come appartenente al "cerchio ristretto". "Ma in ogni caso, l'apparizione di tali tesi diffamatorie contro Russia Unita, prodotte nelle strutture interne dell'amico indiscusso del presidente Putin, non è che una testimonianza visibile della destabilizzazione ulteriore della situazione, già scandalosamente difficile nel partito del potere", spiegano dalla segreteria dal KPRF.

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