Effetto Trump: maxi scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina, 410 soldati tornano a casa
Mosca e Kiev hanno portato a termine un rilascio di prigionieri di guerra che ha coinvolto 205 soldati per parte. L’operazione è stata confermata dalle forze armate del Cremlino, avvenendo a distanza di sette giorni dalle anticipazioni del presidente statunitense Donald Trump riguardo a un’intesa per una nuova procedura di scambio.
“Il 15 maggio, 205 militari russi sono stati rimpatriati dai territori” sotto la giurisdizione ucraina, ha reso noto il comando russo attraverso una nota diffusa sui canali social. “In cambio, sono stati consegnati 205 prigionieri di guerra delle forze armate ucraine”, conclude la comunicazione ufficiale.
Secondo quanto riportato dai vertici militari di Mosca, “attualmente, i militari russi si trovano sul territorio della Repubblica di Bielorussia, dove ricevono l’assistenza psicologica e medica necessaria”. Il comunicato ha inoltre sottolineato il ruolo cruciale svolto dagli Emirati Arabi Uniti, i quali hanno “fornito sforzi di mediazione a carattere umanitario”.
Tregua e diplomazia: il ruolo di Trump nei negoziati tra Mosca e Kiev
L’ultima operazione di rilascio, che aveva coinvolto 193 combattenti per fazione, era stata effettuata lo scorso 24 aprile. Recentemente, il presidente Trump aveva comunicato l’attivazione di un cessate il fuoco della durata di 72 ore – osservato tra sabato e lunedì scorsi – finalizzato proprio a facilitare il passaggio dei detenuti.
Le trattative, condotte con la regia degli Stati Uniti, avevano subito una battuta d’arresto in seguito all’apertura del fronte in Medio Oriente, divampato a fine febbraio dopo gli attacchi aerei condotti da Israele e USA contro l’Iran.

