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Sabotaggio Nord Stream, secondo arresto: preso in Croazia un altro membro del commando

La Procura tedesca annuncia il secondo fermo per le esplosioni del 2022. Il sospettato faceva parte del commando coordinato da Serhii K., già estradato dall’Italia

Sabotaggio Nord Stream, secondo arresto: preso in Croazia un altro membro del commando
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Nord Stream, arrestato in Croazia un sub ucraino: accusato del sabotaggio al gasdotto

Il procuratore federale tedesco ha annunciato l’arresto in Croazia di un cittadino ucraino sospettato di essere coinvolto nel sabotaggio del gasdotto russo Nord Stream, avvenuto nel nord della Germania quasi quattro anni fa. Vladimir Z., subacqueo professionista, è “fortemente sospettato di aver provocato, nell’ambito di un’organizzazione criminale, un’esplosione e di aver commesso un atto di sabotaggio contro l’ordine costituzionale, nonché di aver distrutto un’infrastruttura”, si legge in un comunicato della Procura federale con sede a Karlsruhe, in Germania.

Si tratta del secondo arresto nell’ambito di questa vicenda delicata. Secondo il comunicato della Procura, Vladimir Z. faceva parte del commando guidato dal cittadino ucraino Serhii K., arrestato in Italia lo scorso agosto ed estradato in Germania in autunno. L’ex comandante dell’esercito ucraino è accusato di “attacchi contro infrastrutture energetiche civili, nonché di aver provocato un’esplosione e distrutto edifici”. Il 26 settembre 2022, sette mesi dopo l’invasione russa dell’Ucraina, quattro enormi fughe di gas, precedute da esplosioni sottomarine, si verificarono a poche ore di distanza l’una dall’altra sui gasdotti Nord Stream 1 e 2, attraverso i quali transitava la maggior parte del gas russo diretto in Europa.

Kiev ha sempre negato di aver organizzato il sabotaggio, ma non ha nemmeno nascosto la propria soddisfazione, ritenendo legittimo qualsiasi attacco in grado di indebolire la capacità del Cremlino di finanziare la guerra. “Siamo semplicemente lieti che la Procura stia facendo progressi nelle indagini, perché è importante che gli autori vengano identificati”, ha dichiarato Sebastian Hille, portavoce del cancelliere Friedrich Merz, durante la consueta conferenza stampa. Vladimir Z. avrebbe partecipato al posizionamento delle cariche esplosive sui gasdotti durante le immersioni, precisa il comunicato della Procura tedesca.

Il commando avrebbe utilizzato una barca a vela partita dalla città di Rostock, nel nord della Germania, noleggiata presso un’azienda tedesca da complici sotto falsa identità. Dopo il trasferimento dalla Croazia, il sospettato dovrà comparire davanti a un giudice della Corte federale di giustizia, la più alta autorità giudiziaria tedesca. Vladimir Z. era già noto agli investigatori tedeschi ed era stato posto in custodia cautelare in Polonia lo scorso anno sulla base di un mandato d’arresto europeo. Tuttavia, un giudice polacco aveva rifiutato di estradarlo, sostenendo che avesse compiuto un atto giusto, e ne aveva ordinato la scarcerazione in ottobre.

“È del tutto giustificato. Il caso è chiuso”, aveva commentato all’epoca su X il primo ministro polacco Donald Tusk, fervente sostenitore dell’Ucraina. Il gasdotto Nord Stream, simbolo della cooperazione energetica tra Germania e Russia prima della guerra, è stato messo fuori servizio nel 2022. Da allora Berlino è diventata il principale sostenitore militare di Kiev e accusa regolarmente la Russia di attività di sabotaggio e spionaggio sul proprio territorio.

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