E’ arduo il compito che attende Sylvia Mathews Burwell, chiamata al ministero della Salute americano per ridare credito alla riforma sanitaria, fiore all’occhiello del primo mandato dell’amministrazione Obama.
E’ stato il presidente a nominarla, trasferendola dalla direzione dell’ufficio di gestione del bilancio della Casa Bianca, dopo che Kathleen Sebelius ha lasciato l’incarico, pagando il flop del lancio iniziale del sito di Obamacare. Spetta adesso alla Burwell attuare la seconda difficile fase della riforma mentre si avvicinano le elezioni di midterm, previste in autunno.
La nomina deve essere confermata dal Senato, campo di battaglia nell’imminente tornata elettorale, che vede i repubblicani decisi a conquistarne la maggioranza dei seggi. Nelle intenzioni della Casa Bianca, la nomina della Burwell deve segnare uno spartiacque con la caotica fase iniziale dell’attuazione della legge, danneggiata agli occhi dell’opinione pubblica dai malfunzionamenti del sito.
Le difficolta’ registrate all’inizio hanno costretto Obama a prendere decisioni d’emergenza, recuperando terreno fino ad arrivare agli attuali 7,5 milioni di iscritti. Cifra salutata con soddisfazione dall’amministrazione Obama, decisa a cantare vittoria sugli scettici. Il risultato tuttavia non basta a spuntare le armi dei repubblicani, che puntano sugli iniziali fallimenti per guadagnare consensi nella campagna elettorale per il voto di medio termine. Cosi’, e’ stato ironico il ringraziamento espresso alla Sebelius dal leader repubblicano della maggioranza alla Camera, Eric Cantor, che ha ricordato il “compito impossibile” assegnatole: “nessuno puo’ far funzionare l’Obamacare”.

