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Esteri

La latrina «alla turca», in arabo «all’araba», s’accompagna a un sentimento di superiorità igienica da parte dei musulmani nei confronti dei barbari che non colgono la relazione tra dignità umana, purità cultuale e adorazione divina.

Tanti anni fa, in un’antica moschea di Bosra, chiesi che m’insegnassero le abluzioni e d’acchito mi misero un bricco di plastica in mano e m’accompagnarono a una latrina con porta sul cortile esterno, facendomi capire che dovevo cominciare con una lavata delle pudenda. Anche per ragioni mediche, mi sono abituato in seguito all’indispensabilità dell’acqua al gabinetto.

Nel mondo musulmano l’acqua è sempre disponibile: un tubo di gomma, una doccetta, un bricco... In molti luoghi si diffonde la tazza alla «francese», ma l’acqua non manca mai. In Occidente si va invece spesso a secco! In gran parte d’Europa il bidè è una rarità o si trova in un altro locale. Al cesso ci sono libri e riviste ma, sovente, l’acqua solo per lo scarico. Per i musulmani è un vero problema. Latrine pubbliche, aeroporti e conventi, perfino i Wc per i disabili: manca addirittura il lavandino nella ritirata ed è impossibile pulirsi convenientemente. È un fatto d’igiene e di culto assieme, un vero guaio! Anche nelle nunziature apostoliche e in luoghi ecclesiastici mediorientali, dove si ricevono ospiti musulmani importanti, per fare bella figura all’occidentale, niente acqua. E l’ospite non dirà nulla ma si risentirà...

Insomma se avete ospiti musulmani o persone anziane pensateci. Se il tubo della doccia arriva fino al Wc allora siamo salvi; se no temporaneamente dotatevi del bricco islamico in attesa di montare una doccetta, che poi - vedrete - è comodissima, specie se col miscelatore d’acqua calda e fredda!

Parlo di questo essenziale argomento con una pastora luterana mia amica - che veniva spesso in Siria con turisti scandinavi - durante un convegno accademico sui luoghi sacri, a Bilbao. Mi racconta che i suoi pellegrini erano terrorizzati all’idea di cadere nella turca e di trovarsi senza carta. Insomma la faccenda - lo concedo - è relativa.

Qualche volta si può far contenti tutti. Sperimentata al monastero, ho trovato la stessa soluzione salomonica in alcune case musulmane di gente carina: nello stesso locale sia la tazza che la turca con acqua e carta per tutti!
In generale, tra persone musulmane beneducate, questi discorsi non sono scandalosi, anche se non si fanno a tavola... Invece coloro che credono nell’incarnazione fanno sovente fatica a parlare con semplicità del corpo.
Come potete notare, visto che dei democratici siriani non gliene importa nulla a nessuno, ho scelto stavolta, in questo mondo di m..., un tema più adatto alla sensibilità comune.

Paolo Dall'Oglio - Gesuita del monastero di Deir Mar Musa (Siria) per la rivista Popoli

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