Shutdown sulla Sicurezza interna, si dimette la portavoce McLaughlin: crepe sempre più profonde nell’amministrazione Trump? - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 19:34

Shutdown sulla Sicurezza interna, si dimette la portavoce McLaughlin: crepe sempre più profonde nell’amministrazione Trump?

La sua scelta di lasciare proprio ora, mentre il dipartimento è in shutdown e la Casa Bianca è sotto pressione, è letta da molti a Washington come il segnale di un logoramento interno

di Riccardo Maria

Nel caos della chiusura del dipartimento di Sicurezza interna si dimette la portavoce McLaughlin: segnale di frattura interna nell’amministrazione Trump?

Dal nostro inviato a Washington - Per la terza volta in poco più di un anno di amministrazione Trump, il governo federale si ferma a causa dello “shutdown”, ovvero del mancato accordo tra democratici e repubblicani per finanziare tutti o alcuni dipartimenti del governo per l’anno fiscale.

Dalla Sanità alla Sicurezza, uno shutdown può essere collegato a diversi settori degli Stati Uniti, e si verifica soprattutto nei casi in cui uno dei due partiti non è particolarmente soddisfatto della quantità di miliardi di dollari allocati in uno o più parti del budget, in breve, una versione americana della legge di bilancio.

Sabato è stato il controverso Dipartimento per la Sicurezza interna (Homeland Security), guidato dall’altrettanto controversa Kristi Noem, a essere chiuso temporaneamente. E mentre i dipendenti federali rimangono a casa, la portavoce Tricia McLaughlin, una delle maggiori voci a favore dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice), sarebbe pronta ad annunciare le proprie dimissioni.

Il blocco del Dipartimento della Sicurezza interna è scattato dopo il mancato accordo in Congresso su un pacchetto di spesa che, a differenza del resto della macchina federale, lascia scoperto solo il dicastero responsabile di frontiere, aeroporti, Guardia costiera, gestione delle catastrofi e soprattutto immigrazione. Tutte le altre principali agenzie federali sono state finanziate fino alla fine dell’anno fiscale, mentre il Dhs è stato trascinato in un braccio di ferro specifico sulle politiche migratorie dell’amministrazione Trump, in particolare sulle modalità operative dell’Ice nelle città “santuario” e nelle operazioni sul territorio interno.

Sul piano pratico, si tratta di uno shutdown parziale: la stragrande maggioranza del personale viene classificata come “essenziale” e continua a lavorare senza stipendio, garantendo controlli aeroportuali, pattugliamento delle frontiere, operazioni di immigrazione e missioni della Guardia costiera.

Il vero impatto immediato si vede nei servizi “non essenziali” e, soprattutto, nella capacità di controllo interno: secondo i dati che fuoriescono dai media Usa, l’ufficio dell’ispettore generale del dipartimento è costretto a sospendere fino all’85 per cento delle indagini, degli audit e delle ispezioni, incluse inchieste chiave sui metodi di deportazione e sull’uso della forza da parte degli agenti, proprio mentre aumentano le accuse di abusi.

Il cuore del contenzioso dello shutdown è, ovviamente, l’Ice, l’agenzia incaricata di eseguire arresti e deportazioni all’interno del territorio statunitense, passata da essere un’agenzia secondaria ad entrare quotidianamente al centro del dibattito politico e mediatico dopo che, nell’arco di poco più di un mese, i suoi agenti hanno ucciso due cittadini statunitensi e hanno ferito vari immigrati, incolpando in tutti i casi le vittime e venendo poi a più riprese smentiti dalle immagini pubblicate sui social network.

Le cosiddette “regole di ingaggio” dell’Ice, comprese le maschere con cui gli agenti operano nelle città, sono l’obiettivo della rivoluzione proposta dai democratici anche se, per ora, l’accordo è lontano dall’essere raggiunto, come affermato da un portavoce della Casa Bianca al quotidiano statunitense “The Hill”.

Da un lato, i repubblicani ritengono che l’unica vera volontà dei democratici sia quella di sottrarre finanziamenti all’Ice per bloccare le operazioni contro l’immigrazione irregolare e mantenere una politica più “aperta” verso le migliaia di migranti illegali presenti negli Stati Uniti. Per i democratici e per i gruppi civili, la situazione è invece insostenibile, con il timore che le morti di Minneapolis possano essere le prime di una lunga serie senza un freno all’Agenzia federale.

Sul piano strettamente finanziario, lo shutdown che colpisce il Dhs rappresenta un paradosso: l’Ice infatti rimane pienamente attiva, grazie a fondi precedentemente stanziati che permettono il proseguimento delle operazioni di frontiera e delle deportazioni. In questo caso, l’obiettivo dei democratici è soprattutto politico e ideologico: portare avanti il blocco dei finanziamenti e vincere il braccio di ferro regolatorio.

In tutto questo, la notizia delle dimissioni di Tricia McLaughlin non va messa in secondo piano. La portavoce è stata una delle figure chiave della stretta di Trump sul terrorismo. McLaughlin era diventata particolarmente nota negli Stati Uniti dopo essersi rifiutata di negare che il giovane infermiere Alex Pretti, ucciso dagli agenti della Border Patrol, fosse un “terrorista interno”, espressione precedentemente utilizzata da altri alti ufficiali dell’amministrazione Trump e poi ritrattata dallo stesso presidente.

La sua scelta di lasciare proprio ora, mentre il dipartimento è in shutdown e la Casa Bianca è sotto pressione, è letta da molti a Washington come il segnale di un logoramento interno e di un crescente rischio reputazionale legato a un Dipartimento della Sicurezza interna sotto la lente d’ingrandimento dello stesso Donald Trump.

A gennaio, nel pieno dei fatti di Minneapolis, numerosi report della stampa americana avevano riportato una rottura tra la segretaria Kristi Noem e il presidente Donald Trump, motivo per cui a gestire la situazione nello Stato guidato dal democratico Tim Walz sarebbe poi stato inviato lo “zar delle frontiere” Tom Homan, sottraendo di fatto il controllo a Noem. Che l’amministrazione Trump e lo strapotere del Tycoon, che sottopone a gogna mediatica chiunque gli si pari davanti, stiano logorando la Casa Bianca?