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Siria/ Consiglio Sicurezza Onu: “far luce” su uso armi chimiche

I Paesi membri del Consiglio di Sicurezza vogliono “fare luce” sulle accuse di utilizzo di armi chimiche nella zona di Damasco ed elogiano la “determinazione” dell’Onu a indagare sull’accaduto.

Il Consiglio, riunitosi ieri sera a porte chiuse per discutere la questione, non ha tuttavia diffuso alcuna dichiarazione formale sull’argomento, per l’opposizione di Cina e Russia.

L’opposizione siriana accusa il regime di Assad di aver fatto uso di gas nervino nella zona di Damasco provocando oltre 1.300 morti, e ha diffuso fotografie e video di centinaia di corpi, molti di bambini.

L’accusa è giunta nel secondo giorno della missione in Siria degli ispettori Onu sulle armi chimiche, ma è stata smentita con indignazione dal regime secondo cui si tratta di un complotto per influenzare gli ispettori.
 

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Se l’attacco con armi chimiche sui civili in Siria fosse confermato, la comunita’ internazionale “deve rispondere con la forza”: e’ l’avvertimento del ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, il quale ha pero’ precisato che “non si tratta di inviare truppe sul terreno”. “Se il Consiglio di sicurezza dell’Onu non e’ in grado di prendere decisioni, bisogna rispondere in un latro modo”, ha aggiunto.

“Non si deve permettere l’impunita’ totale di Bashar al-Assad”, ha ammonito Fabius. “Se il regime non ha niente da rimproverarsi e’ evidente che dovrebbe consentire agli ispettori Onu” al momento nel Paese di “accertare cosa e’ successo. In caso contrario, significa che e’ colpevole”, ha aggiunto il ministro, commentando le dichiarazioni del governo di Damasco che nega di aver usato armi chimiche nell’attacco. “Non voglio dire di inviare truppe sul campo, ma bisogna reagire, dare una risposta di forza”, ha affermato Fabius.