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Esteri

Oltre un migliaio di persone, tra cui molti bambini e donne, sarebbero stati uccisi oggi dall'esercito del regime siriano in un attacco con gas nervino in una roccaforte ribelle nella zona della Ghouta. Damasco nega ogni responsabilità. Secondo il presidente della Coalizione di Opposizione siriana, George Sabra, le vittime del presunto attacco chimico sarebbero oltre 1.300.

"La maggior parte delle vittime sta morendo soffocata, i cuori si stanno fermando, hanno gli occhi dilatati, difficoltà respiratorie, contrazioni muscolari, delirio. La maggior parte di loro sono paralizzati, non riescono a muoversi. Sfortunatamente, la maggior parte di loro sono donne e bambini": questa la testimonianza raccolta via Skype dal Guardian di un attivista dell'opposizione siriana, Tariq, presente in un ospedale da campo ad al-Nashabia, nella zona della Ghouta Orientale. Secondo l'opposizione, il governo siriano avrebbe usato armi chimiche, uccidendo oltre 650 persone.

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"L'ospedale è in condizioni pessime - ha aggiunto - non abbiamo molte attrezzature che potrebbero servirci a soccorrere i civili. Ci mancano strutture, specialisti, medici che possano curare questi civili. Non abbiamo tante medicine. I medici fanno quello che possono per salvare vite umane".

L'esercito siriano ha smentito in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato di aver utilizzato armi chimiche nella zona di Damasco. "Le accuse sull'uso di armi chimiche da parte dell'esercito siriano a Damasco sono totalmente infondate: si tratta di un tentativo disperato dei terroristi e delle emittenti satellitari che li sostengono di nascondere le loro sconfitte sul terreno e riflettono lo stato di isteria e di sconforto in cui si trovano questi gruppi", dichiara il comunicato.

UE CHIEDE INCHIESTA - L'Unione europea ha chiesto l'avvio "immediato", di di un'inchiesta "scrupolosa" presunto uso di gas nervini da parte del regime Assad, secondo quanto sostenuto dalle forze dell'opposizione "Abbiamo registrato con grave preoccupazione le notizie sul possibile uso di armi chimiche da parte del regime siriano. Questa accuse debbono essere immediatamente e scrupolosamente accertate. L'Ue ribadisce che qualsiasi uso di armi chimiche, ad opera di qualunque parte, sarebbe totalmente inaccettabile", ha dichiarato un portavoce del capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton.

PARIGI E BERLINO - Parigi chiede che il team di ispettori dell'Onu che si trova in Siria possa andare "immediatamente" nelle zone in cui queste sarebbero state utilizzate per uccidere almeno 1.300 persone. "In Siria - ha detto il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, oggi a Bruxelles per il vertice dei capi delle diplomazie europee sull'Egitto - c'e' stata una strage che ha provocato centinaia di vittime, ma non e' ancora stato dimostrato che ci sia stata un uso massiccio di armi chimiche. Se questo sara' provato, allora non ci sara' stato solo un massacro, ma un' atrocita' senza precedenti".

Sulla stessa linea, Guido Westerwelle, anche lui nella capitale belga: "Si tratta - ha detto il ministro degli Esteri tedesco - di accuse gravi e allarmanti, e devono essere verificate nel piu' breve tempo possibile. Esigiamo che gli esperti delle Nazioni Unite che attualmente si trovano in Siria abbiamo l'opportunita' immediata di verificare queste accuse".

HAGUE, NOTIZIE "SCIOCCANTI" - Le diplomazie occidentali sono alla ricerca di conferme sulle ultime notizie di un uso di armi chimiche in Siria, che "se verificate - ha detto il ministro degli Esteri britannico, William Hague - rivelerebbero una scioccante escalation" nel conflitto. Centinaia di persone, tra cui donne e bambini, sarebbero stati uccisi oggi dalle forze del presidente Bashar al-Assad in un attacco con gas nervino in una roccaforte ribelle nella regione di Guta. A riferirlo sono attivisti dell'opposizione, spiegando che le informazioni provengono dai centri medici della regione.

Gli attivisti hanno citato Bayan Baker, una infermiera di un ospedale da campo. Razzi con il potente gas avrebbero colpito tre sobborghi: Ain Tarma, Zamalka e Jobar. A Damasco c'e' una missione di esperti dell'Onu incaricata di verificare se sono state usate armi chimiche nel conflitto tra lealisti e ribelli, che si sono piu' volte accusati reciprocamente. Il team di ispettori, ha aggiunto Hague all'arrivo al vertice dei ministri degli Esteri dell'Ue sull'Egitto che si tiene a Bruxelles, "deve avere illimitato all'area colpita". Londra "sollevera' il tema in sede di Consiglio di sicurezza dell'Onu".

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