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Esteri

La Russia ha inviato in Siria l'attrezzatura per l'evacuazione dell'arsenale di armi chimiche che la comunita' internazionale vuole smantellare. Lo ha reso noto l'ambasciatore russo a Damasco, Azamat Koulmoukhametov. I voli hanno cominciato a portare "il materiale e le attrezzature necessarie per l'evacuazione delle armi chimiche in Siria", ha spiegato. "Oggi sono stati effettuati dieci voli (sul porto siriano di) Latakia e (il ponte aereo) continuera'". Dalle immagini diffuse dall'emittente russa Ntv risulta che l'attrezzatura di Mosca comprende una sessantina di camion e veicoli blindati. Gli Stati Uniti si sono offerti di distruggere centinaia di tonnellate della Categoria Uno - sostanze come l'iprite, il sarin e il gas nervino VX - a bordo di una nave appositamente attrezzata in acque internazionali.

La Siria ha un magazzino totale dichiarato di 1.290 tonnellate tra armi, sostanze e precursori. Una nave danese e una fregata norvegese sono gia' in attesa a Cipro per scortare i cargo Nordic che sposteranno le sostanze dal principale porto siriano, quello di Latakia, ma molte sostanze sono ancora in vari siti sparsi in tutta la Siria e lo stesso ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha confermato ieri, nel corso di un'audizione parlamentare, che il trasferimento terrestre del materiale fino al porto di Latakia "si sta rivelando difficile". L'Opac ha fissato al 31 dicembre il termine ultimo perche' le sostanze piu' pericolose siano portate fuori dalla Siria, ma l'obiettivo - che del resto non e' parte della risoluzione Onu - sembra molto improbabile.

L'Italia sara' il Paese in cui i container con le sostanze chimiche verranno trasferite dalle navi norvegese e danese sulla nave americana Cape Ray, per la neutralizzazione: il ministro Bonino ha spiegato che sara' l'Opac a decidere il porto in cui avverra' il trasbordo e che l'organizzazione Onu illustrera' al Parlamento i dettagli dell'operazione, i cui contorni sono comunque destinati probabilmente a rimanere segreti. I tempi non sono chiari, ma Bonino ha detto che l'Opac spieghera' al Parlamento le modalita' tecniche dell'operazione alla ripresa delle attivita', a gennaio. La restante parte del materiale, prodotti molto meno pericolosi, passeranno in mano a imprese private che si incaricheranno della loro gestione; l'Opac ha gia' avuto manifestazione d'interesse da parte di 42 imprese di tutto il mondo. E' previsto che i prodotti piu' pericolosi escano dalla Siria prima della fine dell'anno e siano distrutti al piu' tardi nel marzo 2014; mentre il resto delle sostanze sara' eliminato gradatamente fino a meta' 2014.

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