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Esteri

Gli ambasciatori dei 5 Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle NAzioni UNite (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna), si incontreranno oggi al Palazzo di Vetro per esaminare il testo della proposta russa di affidare le armi chimiche siriane alla comunita' internazionale. L'obiettivo e' trovare un'intesa sul documento con cui fare propria al Consiglio di Sicurezza la proposta russa. Se con una risoluzione vincolante che includa un riferimento al capitolo VII della Carta Onu (che autorizza all'uso della forza in caso di mancato rispetto degli accordi) o, come vorrebbe la Russia, una generica dichiarazione priva di eventuali effetti sanzionatori.

Barack Obama ha chiesto al Congresso di rinviare il voto sull'uso della forza contro la Siria per verificare "i segnali incoraggianti" che arrivano dal fronte diplomatico, ma ha avvertito che gli Stati Uniti devono essere pronti a "reagire" all'attacco chimico perpetrato dal regime. In un discorso in tv alla nazione di 15 minuti, il presidente americano ha sottolineato che e' "troppo presto" per dire se il piano russo per il disarmo di Damasco "avra' successo", anche se ha "il potenziale per annullare la minaccia delle armi chimiche senza l'uso della forza". Obama ha pero' avvertito che Washington non puo' far finta di nulla dopo l'attacco con i gas nervini del 21 agosto. "Se non reagiamo, Assad continuera' ad usare le armi chimiche. E forse altri lo seguiranno", ha spiegato, "nell'interesse della sicurezza nazionale degli Stati Uniti bisogna rispondere, servira' da deterrente. Quando si deve fermare l'uccisione di bambini con i gas gli Stati Uniti hanno il dovere di agire".

"Oltre che comandante delle forze armate Usa sono anche il presidente della piu' antica democrazia costituzionale del mondo: ecco perche' ritengo che la cosa migliore e' spostare questa discussione in Congresso", ha affermato il presidente americano.

Obama ha ribadito che un eventuale intervento militare sara' limitato e non sara' come in Iraq o in Afghanistan. "Non schierero' truppe americane in Siria", ha promesso, "il nostro Paese e' stanco delle guerre. Sara' un intervento non a tempo indeterminato e mirato per scoraggiare uso di armi chimiche. L'apparato militare americano colpisce forte. Colpiremo forte, dobbiamo scoraggiare Assad dall'uso di armi chimiche".

Il discorso con cui Barack Obama ha chiesto un rinvio del voto sull'intervento militare in Siria mantenendo la minaccia di usare la forza contro il regime di Bashar al-Assad non sembra aver allargato i consensi nel Congresso Usa. Nelle prime reazioni, i democratici hanno applaudito al tono e ai contenuti del presidente mentre alcuni repubblicani hanno criticato la sua politica estera sulla Siria ed espresso scetticismo sul piano russo per mettere sotto controllo le armi chimiche di Damasco.

La leader della minoranza democratica alla Camera, Nancy Pelosi, e il suo numero due, Xavier Becerra, hanno elogiato il presidente americano sottolineando che che la "minaccia credibile" di un'azione bellica dimostra la ferma leadership della Casa Bianca e la sua disponibilita' ad esplorare tutte le alternative prima di ricorrere alla forza.

Il senatore democratico Carl Levin, presidente della Commissione delle Forze armate, ha affermato che il modo migliore in cui il Congresso puo' sostenere una soluzione diplomatica e' "approvare una risoluzione che autorizzi l'uso della forza". Dello stesso parere il presidente della Commissione Esteri del Senato, Bob Menendez, il quale ha avvertito che se fallisse la via diplomatica un attacco invierebbe "un messaggio inequivocabile al regime di Assad e agli altri attori internazionali".

I senatori repubblicani John McCain e Lindsey Graham in una nota congiunta hanno lamentato che Obama non abbia usato toni piu' duri annunciando piu' aiuti militari ai ribelli dell'Esercito libero siriano e offrendo "un piano piu' chiaro per verificare la serieta'" dell'offerta russa per mettere sotto controllo le armi chimiche in Siria. Graham, peraltro, ha detto di voler "dare tempo" a Obama perche' metta a punto questo piano. Un altro senatore repubblicano, Chuck Grassley, ha espresso dubbi sul fatto che un attacco limitato possa essere efficace ma ha condiviso l'idea di esplorare il piano russo.

Duro il presidente del Partito repubblicano, Reince Priebus, che ha accusato Obama di aver "svergognato" gli Usa nell'arena internazionale con una politica estera "senza timone".

LETTA - Sulla Siria sono arrivati negli ultimi giorni "segnali incoraggianti", ha detto il premier Enrico Letta, intervenendo alla Camera e riferendosi alla proposta russa di mettere l'arsenale siriano delle armi chimiche sotto il controllo della comunita' internazionale. Il presidente del Consiglio ha ribadito che "l'Italia non partecipera' ad una azione militare in Siria senza un mandato dell'Onu". "La Siria - ha detto il premier - e' anche una sfida per l'Europa: e' cruciale che tutti sappiano trovare un codice comune, per parlare con una voce sola, unica. Se non si fa la pena e' la condanna all'irrilevanza". Per il Capo dell'esecutivo il conflitto in Siria "ha tutti i connotati di una guerra per procura", per questo motivo "la soluzione va cercata a livello regionale".

La convocazione di una conferenza Ginevra 2 e' "urgente e indispensabile". Lo ha detto il premier Enrico Letta, ribadendo la necessita' di un negoziato tra le parti in Siria. Il Capo dell'esecutivo ha ribadito anche che l'Italia al G20 a San Pietroburgo "ha annunciato lo stanziamento di 50 milioni di dollari" per l'emergenza umanitaria: "Confido - ha detto Letta - nella sensibilita' del Parlamento per dare il via libera a questo finanziamento" e "se ci sara' lo spazio in Parlamento per rendere ancora piu' consistenze" questo contributo, "il governo sara' favorevole".

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