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Siria, Putin rassicura l’Onu. “In un anno distrutte le armi chimiche”

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Il regime siriano puo’ smantellare il suo arsenale di armi chimiche in un anno. E’ quanto ritiene il presidente russo Vladimir Putin, che sull’isola indonesiana di Bali, dove sta partecipando al vertice Apec, ha incontrato il segretario di Stato Usa John Kerry. Dal colloquio e’ emerso che Russia e Usa sono d’accordo su come smantellare l’arsenale di armi chimiche del regime siriano. “Siamo d’accordo su cosa bisogna fare e su come bisogna farlo”, ha detto Putin, confermando che il governo siriano sta collaborando “molto attivamente” con la missione dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw). Anche Kerry ieri aveva elogiato il comportamento collaborativo di Damasco in questo inizio di missione che fonti dell’Opcw hanno definito “eccellente”.

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha proposto al Consiglio di sicurezza la creazione di una “missione comune” dell’Onu e dell’Opcw). La missione sarebbe forte di un centinaio di uomini. La proposta e’ contenuta in un documento di 11 pagine. La missione avrebbe una base operativa a Damasco e un’altra arretrata d’appoggio a Cipro.

Intanto, caccia lealisti hanno bombardato postazioni dei ribelli nella provincia nord-occidentale di Idlib, mentre infuriano i combattimenti nella zona dopo che le forze dell’opposizione hanno preso d’assalto due basi militari chiave. Lo ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani, specificando che i caccia hanno compiuto “due raid” nell’area di Maaret al-Numan, con scontri in corso “intorno alla base militare di Wadi Deif”. Bombardamenti sono avvenuti anche nelle zone di Maarshamsha e Deir al-Sharqi, provocando vittime. La reazione del regime segue l’offensiva lanciata lunedi’ dai ribelli per conquistare due delle principali basi nella provincia di Idlib, Wadi Deif e Hamidiyeh, sotto assedio da piu’ di un anno. Finora, ha fatto sapere l’Osservatorio, negli scontri sono morti 10 soldati e cinque ribelli.