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Assad con Putin: “Se la coalizione non vincerà verremo distrutti”

L’aviazione russa ha compiuto 20 nuovi raid contro l’Isis in Siria, distruggendo 10 obiettivi nei pressi della città di al-Tabqa, nella provincia di Raqqa. Andrei Kartapolov, vice capo dello stato maggiore russo, ha spiegato che saranno intensificati i raid contro i terroristi

L’aviazione russa ha compiuto 20 nuovi raid contro l’Isis in Siria, distruggendo 10 obiettivi nei pressi della città di al-Tabqa, nella provincia di Raqqa. Andrei Kartapolov, vice capo dello stato maggiore russo, ha spiegato che saranno intensificati i raid contro i terroristi in Siria e si è detto pronto a cooperare con tutti i Paesi interessati. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani però, sono 39 i civili uccisi fino ad ora nei raid russi a fronte dei 14 jihadisti. Dei miliziani uccisi, 12 appartenevano all’Isis e 2 al Fronte al Nusra, la branca siriana di Al Qaida.

Secondo Obama la strategia di Putin in Siria è “un disastro” e finirà per rafforzare l’Isis.
 “Con Putin alle Nazioni Unite abbiamo parlato della necessità di una transizione politica in Siria – ha spiegato Obama in diretta tv – ma col presidente russo sono stato chiaro: non si può riabilitare Assad“. “Del resto – ha aggiunto – se Assad è ancora al potere è solo grazie al sostegno di Russia e Iran. Solo per questo il regime di Damasco è ancora in piedi: ma Assad cadrà”, ha insistito il presidente americano, ribadendo come non si può sostenere un leader che ha represso brutalmente la protesta del suo popolo.

Di contro, il presidente siriano Bashar Assad ha replicato: “Se lasciare il mio posto è la soluzione, non esiterò a farlo”. “La nostra priorità è impedire che altri Paesi cadano sotto l’egemonia occidentale – ha aggiunto –  Il terrorismo è un nuovo strumento usato dall’Occidente per soggiogare la regione“. Secondo il presidente, è fondamentale che la coalizione formata da Russia, Siria, Iran e Iraq vinca altrimenti “la regione sarà distrutta”.
Il presidente, inoltre, si dichiara scontento dell’intervento Usa: “
Da quando si è formata la coalizione guidata dagli Usa, lo Stato Islamico si è espanso geograficamente e ha moltiplicato il reclutamento”. 

Di ben altro avviso è invece Angela Merkel, secondo la quale lo sforzo militare russo, pur combinato con i raid della Coalizione non basterà a porre fine al conflitto siriano, per il quale è necessario un processo politico”, coinvolgendo il regime di Damasco nei negoziati. “Per arrivare a una soluzione politica, è necessario che i rappresentanti di entrambe le parti, opposizione e governo, e altri, contribuiscano per un successo finale”.

In Turchia intanto regna il caos: la popolazione è scesa in piazza per manifestare contro Putin, accusato di agire seguendo secondi fini. Dopo aver espresso nei giorni scorsi l’intenzione di incontrare Vladimir Putin per convincerlo a interrompere l’azione russa nell’area, il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha ribadito ancora oggi che “la Russia in Siria commette un grave errore”.