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Snowden riaccende la guerra fredda. A rischio il vertice Obama-Putin

 

 

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Il Cremlino concede l’asilo a Edward Snowden e mette a rischio le relazioni con Washington. L’ex contractor del Nsa che ha rivelato al mondo

l’esistenza di Prism, il programma di sorveglianza telefonica e telematica globale, ha ottenuto lo status di rifugiato in Russia e il conseguente permesso di soggiorno temporaneo di un anno, dopo cinque settimane passate nell’aeroporto di Sheremetyevo di Mosca. “Andra’ in un luogo sicuro”, ha detto l’avvocato russo della’talpa’ del Nsagate, Anatoly Kucherena. “Il luogo dove si e’ recato Snowden -ha aggiunto l’avvocato- non sara’ reso pubblico per ragioni di sicurezza, visto che stiamo parlando dell’uomo maggiormente ricercato di tutto il pianeta”. I rapporti tra Mosca e Washington sono adesso a rischio, a partire dall’incontro che Barack OBama e Vladimir Putin avevano programmato a margine del G20 che si terra’ a settembre a San Pietroburgo. L’assistente presidenziale russo, Yuri Ushakov, aveva affermato che “questa situazione e’ di natura piuttosto insignificante per influire sulle relazioni politiche” ma la Casa Bianca e’ di diverso avviso, e dopo aver fatto sapere di essere “profondamente rammaricata” aggiunge che “valutera’ l’utilita’” dell’incontro tra il presidente americano e il capo del Cremlino. Al danno, per Washington, si e’ aggiunta la beffa. Edward Snowden ha infatti ringraziato Mosca attraverso Julian Assange, anche lui sulla lista nera dell’amministrazione Obama, che -si legge nella nota dell’ex contractor messa sul sito di Wikileaks- “nelle ultime otto settimane non ha avuto alcun rispetto per le leggi internazionali”. Quanto ad Assange, il fondatore di Wikileaks ne ha approfittato per salutare l’asilo dato da Mosca a Snowden come una vittoria contro Obama nella “guerra” con gli Stati Uniti e quella che l’hacker australiano chiama “la colonizzazione digitale” messa a punto da Washington.