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Sofia, nuovi elementi sul caso dei giovani ebrei italiani: arriva la ricostruzione della polizia bulgara

La denuncia di un’incursione naziskin con slogan “Sieg Heil” si intreccia con la ricostruzione delle autorità locali, che riferiscono di tensioni precedenti tra italiani e bulgari

Sofia, nuovi elementi sul caso dei giovani ebrei italiani: arriva la ricostruzione della polizia bulgara
Foto LaPresse

Bansko, nuovi dubbi sull’aggressione ai ragazzi ebrei italiani: la polizia bulgara parla di “comportamenti indecenti”

Emergono nuovi dettagli sulla vicenda che ha coinvolto un gruppo di giovani italiani di religione ebraica in Bulgaria. Dopo la denuncia della Comunità ebraica di Roma, che aveva parlato di un episodio di antisemitismo con un tentativo di irruzione in hotel da parte di un gruppo di naziskin, arriva ora la versione delle autorità locali.

La polizia di Bansko: “Ricevute segnalazioni di comportamenti indecenti”

Il direttore della polizia di Bansko, Kristian Parmakov, ha dichiarato ai media locali che, nei giorni precedenti all’episodio, erano state ricevute alcune segnalazioni riguardanti il comportamento dei turisti stranieri arrivati nella località bulgara, per lo più minorenni italiani.

“Circa due settimane fa, nell’albergo di Bansko sono arrivati turisti stranieri, per lo più minorenni italiani. Per diversi giorni sono state ricevute segnalazioni di comportamenti indecenti da parte loro: dopo le 23:00 facevano troppo rumore, lanciavano oggetti dalle terrazze dell’albergo e facevano gesti osceni“.

Secondo quanto riferito da Parmakov, il 2 agosto, poco prima della mezzanotte, ci sarebbe stato un alterco verbale tra cinque giovani bulgari e cinque italiani, senza scontri fisici.Gli atteggiamenti dei giovani italiani sarebbero stati confermati anche da alcuni abitanti di Bansko intervistati dalla televisione nazionale bulgara Bnt1.

La denuncia della Comunità ebraica: “Un episodio di antisemitismo”

La ricostruzione delle autorità bulgare arriva dopo la denuncia della Comunità ebraica di Roma, che aveva condannato l’accaduto definendolo un episodio di antisemitismo.Secondo quanto riferito dalla Comunità ebraica romana, un gruppo di naziskin avrebbe tentato di entrare in un hotel di Sofia dove si trovavano giovani ebrei italiani, molti dei quali appartenenti alla Comunità ebraica di Roma.

L’episodio sarebbe stato accompagnato da urla con lo slogan nazista “Sieg Heil”, saluti nazisti e atteggiamenti intimidatori nei confronti dei ragazzi presenti nella struttura.

Secondo quanto denunciato, un gruppo di persone con magliette nere e simboli riconducibili all’estrema destra avrebbe cercato di forzare l’ingresso dell’albergo, creando momenti di forte tensione. Dopo l’intervento della polizia, gli aggressori sarebbero tornati davanti alla struttura, bloccando nuovamente gli accessi e continuando con minacce e urla rivolte ai giovani.

Fadlun: “I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa”

A raccontare pubblicamente l’accaduto era stato Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma, che aveva parlato di un episodio di violenza antisemita. “I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all’aggressione verbale degli antisemiti”, aveva dichiarato Fadlun, sottolineando che un video avrebbe documentato “l’ignobile provocazione, i saluti nazisti e le urla ‘Sieg Heil!’” del gruppo.

Secondo il presidente della Comunità ebraica romana, nell’hotel si trovavano “decine di adolescenti anche della Comunità Ebraica di Roma” e la situazione avrebbe generato lunghi minuti di tensione prima dell’intervento delle forze dell’ordine.

Boschi: “L’antisemitismo sta rialzando la testa”

Sull’accaduto era intervenuta anche Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva – Casa Riformista, che aveva espresso solidarietà ai ragazzi coinvolti e alle loro famiglie.

“Quanto accaduto a Sofia, con un gruppo di naziskin che urla ‘Sieg Heil’ e cerca di colpire adolescenti ebrei italiani, è una scena che pensavamo di aver relegato ai libri di storia e che invece torna a manifestarsi con tutta la sua violenza nel cuore dell’Europa”, aveva dichiarato Boschi.La deputata aveva chiesto un intervento immediato della Farnesina nei confronti delle autorità bulgare “per garantire la sicurezza dei nostri connazionali e ottenere risposte chiare”.

“L’antisemitismo sta rialzando la testa e non è un problema di ieri, ma un’emergenza di oggi”, aveva aggiunto, sottolineando la necessità che l’Europa mantenga alta la guardia affinché episodi simili non si ripetano.

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