Il giudice del tribunale di Palma de Maiorca ha ufficialmente decretato l’apertura del processo per frode fiscale e riciclaggio che vede sul banco degli imputati l’Infanta Cristina, figlia di Juan Carlos e sorella del re di Spagna Felipe VI, rinviata a giudizio lo scorso giugno. L’inchiesta riguarda i fondi illeciti versati alla Fondazione Noos del marito Iñaki Urdangarin: con lui e l’Infanta sono imputate altre 15 persone. Dopo averla ascoltata la scorsa primavera, il giudice José Castro aveva deciso di confermare i due capi d’accusa (riciclaggio e frode) nei confronti dell’Infanta, che sarà chiamata alla sbarra nella seconda metà del 2015. L’indiscrezione arriva dal quotidiano El Pais, che sottolinea come sia la prima volta nella storia per un membro della famiglia reale.
L’inchiesta è partita dal Noos, l’istituto attraverso il quale il marito ha ottenuto pagamenti illeciti da enti comunali e regionali per eventi mai organizzati, grazie a fatture gonfiate. Urdangarin, ex olimpionico di pallamano, avrebbe usato circa 6 milioni di euro di fondi pubblici devoluti sotto banco alla Fondazione Noos attraverso la società di famiglia Aizoon. Cristina si è sempre difesa sostenendo di non essere al corrente delle operazioni di Noos, ma era nel direttivo dell’istituto, l’ex socio del marito ha consegnato email compromettenti e il suo segretario personale è accusato di corruzione.

