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Spagna, perquisita la sede del Psoe per possibile finanziamento illecito. Sanchez: “Agiremo con severità”

La notizia infiamma il clima politico già teso dopo la recente indagine che coinvolge l’ex premier socialista José Luis Rodríguez Zapatero

Spagna, perquisita la sede del Psoe per possibile finanziamento illecito. Sanchez: “Agiremo con severità”
Pedro Sanchez

Agenti dell’Unità Operativa Centrale (Uco) della Guardia Civil questa mattina hanno fatto irruzione nella sede del Psoe (partito di Pedro Sanchez), in calle Ferraz, a Madrid, per raccogliere informazioni su un possibile schema di finanziamento illecito all’interno del partito. Ne dà notizia El Paìs. 

La notizia della perquisizione della sede centrale del Psoe ha ulteriormente infuocato il clima politico in Spagna, dopo la recente notizia dell’indagine a carico dell’ex premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero, sospettato di traffico di influenze e altri reati. Questa mattina arrivando al Congresso dei deputati, il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha ribadito la sua richiesta di elezioni anticipate.

“Siamo in una situazione disperata”, “non c’è altra opzione che dare subito voce al popolo spagnolo. Non ne possiamo più”, ha detto ai cronisti. Il vicepremier e ministro dell’Economia Carlos Cuerpo, nella sessione di controllo al governo, ha assicurato che l’esecutivo ha “tolleranza zero per qualsiasi tipo di comportamento irregolare o illegale” e ha chiesto “rispetto per i processi giudiziari e la presunzione di innocenza”.

Le parole di Sanchez

L’intervento di agenti della Guardia Civil nella sede del Partito socialista a Madrid corrisponde a “una richiesta di informazioni e non a una perquisizione”, ma “non si sottovaluta la gravità” delle indagini in corso e, “in caso di irregolarità”, il partito stesso “agirà con la stessa determinazione di sempre” nel prendere provvedimenti contro eventuali implicati: lo ha detto il premier spagnolo, Pedro Sánchez, rispondendo ai giornalisti a Roma. “Siamo pronti a una totale collaborazione con la giustizia, che rispettiamo”, ha aggiunto Sánchez.

Sánchez ha poi riferito di “non essere finora stato al corrente” di indiscrezioni su presunti coinvolgimenti nell’indagine di personale del Psoe. “Siamo un partito che non ha niente da nascondere”, ha aggiunto, sostenendo che “nessuna” delle inchieste in corso che coinvolgono persone a lui vicine “mettono in discussione le azioni del governo in favore dell’agenda sociale”.

Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, ribadisce la volontà del suo Partito socialista di “collaborare con la giustizia” e “rispettare la presunzione di innocenza” del suo predecessore José Luis Rodríguez Zapatero, coinvolto in un’indagine per il caso Plus Ultra, così come di “sostegno” nei suo confronti. “Ho letto la risoluzione giudiziaria che lo riguarda”, ha detto Sanchez in conferenza stampa dall’ambasciata spagnola presso la Santa Sede, “e non ci sono motivi per cambiare questa posizione”.

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