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Esteri
Spagna e Ue anti-democratici, Catalogna prima o poi otterrà indipendenza

Non ci sono stati lanci di pietre, scritte sui muri, violenze di alcun genere. Quella della Catalogna è una rivoluzione pacifica, al pari e più di altre, che hanno avuto esiti diversi, come la resistenza non violenta di Gandhi, la rivoluzione cantata dei paesi baltici, quella delle rose della Georgia e l’arancione dell’Ucraina, fino alla primavera araba.

Il governo spagnolo ha inficiato il referendum del 1° ottobre sull’indipendenza. Nonostante le violenze, la paura (strumenti della mafia), le schede sequestrate, i seggi chiusi, oltre il 90% di due milioni di catalani ha votato sì. Quanti sarebbero stati se le elezioni si fossero svolte regolarmente? Non lo sapremo. Ed è chiaro che le nuove elezioni annunciate da Madrid, dopo quanto avvenuto, non rappresenteranno la pura volontà popolare. Intanto il governo spagnolo ha commissariato Barcellona. Il presidente Carles Puigdemont e i maggiori dirigenti della Catalogna rischiano l’arresto.

La Catalogna è stata abbandonata. Come scrive Alessandro Manzoni, nella storia e nella vita spesso capita che chi subisce un torto viene fatto diventare colui che lo commette. Così Madrid dice di voler ripristinare la democrazia. L’Ue e l’Italia di essere dalla parte della costituzione e della legge spagnole. A ciò si aggiungano i ricatti politici dell’Ue (“Non riconosceremo la Catalogna”) e quelli economici delle aziende che hanno trasferito la sede in Spagna… come se i catalani barattassero ciò che c’è di più prezioso, la libertà, con quattro soldi.

Non esistono Stati assoluti come per diritto divino, né leggi e costituzioni che non si possono cambiare. Niente in democrazia è irreversibile se non la libertà e la “sacralità” dell’ individuo. Mai arrendersi. Uno spiraglio viene dal ministro per l’Immigrazione e l'asilo del Belgio, Theo Francken, che ha parlato della possibilità di dare asilo al presidente Puigdemont. Naturalmente è stato prontamente zittito dai portavoce dei Paesi membri. Di sicuro i catalani nutriranno avversione per Madrid. Si spera che nessuno usi violenza e che se dovessero essercene che i media internazionali si accertino su chi siano gli autori… si pensi ai servizi segreti deviati durante gli anni della tensione in Italia. Serva tutto ciò anche di fronte alla richiesta, totalmente diversa, senza nulla in comune con la Catalogna, nell’ambito della costituzione, che è arrivata con l’affermazione del sì ai referendum sull’autonomia di Lombardia e Veneto del 22 ottobre.

Se chiedono autonomia un veneto su due e un lombardo su tre, suonano anti-democratiche le parole del governo (“La richiesta di Statuto speciale del Veneto è una provocazione”) o quelle del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (“I soldi delle tasse non sono trattabili”). Come la linea dura di Madrid porterà a un inarrestabile allontanamento dei catalani, così potrebbe essere per lombardi e veneti se Roma avrà un atteggiamento di chiusura. Un popolo che chiede democraticamente e pacificamente un cambiamento - possono passare anni, decenni, generazioni - prima o poi lo ottiene.

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