Dalla strage di Adamuz con 46 morti al nuovo incidente ferroviario del 28 ottobre. Il 2026 è stato un anno drammatico per le ferrovie spagnole, segnato da morti, decine di feriti, deragliamenti e pesanti interruzioni della circolazione. L’ultimo incidente è avvenuto nella mattina di oggi sulla linea ad alta velocità Madrid-Andalusia, dove un treno Renfe e un Iryo si sono scontrati nei pressi di Urda, in provincia di Toledo. Due vagoni sono precipitati lungo una scarpata e il traffico è stato sospeso in entrambe le direzioni. Il bilancio delle vittime è ancora in aggiornamento e nelle prime ore sono circolate cifre molto differenti: le autorità hanno invitato a fare riferimento alle informazioni ufficiali.
Incidente treno Spagna: Toledo, nuovo scontro tra Renfe e Iryo
Il nuovo incidente è avvenuto nella mattina del 28 ottobre nel tratto compreso tra Mora y Orgaz e Urda, in Castiglia-La Mancia. Adif ha comunicato l’interruzione della circolazione sulla linea ad alta velocità Madrid-Cordova, con conseguenze per i collegamenti fra la capitale e Andalusia. Secondo le prime ricostruzioni, un convoglio ad alta velocità avrebbe colpito da dietro un altro treno che procedeva nella stessa direzione verso Sud. I due mezzi coinvolti appartengono a Renfe e Iryo, le stesse compagnie interessate dalla tragedia di Adamuz di gennaio. Due carrozze sono finite lungo un terrapieno.
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Il governo regionale della Castiglia-La Mancia ha attivato alle 9.15 il piano territoriale di emergenza PLATECAM, con un posto di comando avanzato per coordinare vigili del fuoco, sanitari, Guardia Civil e gli altri soccorritori. Sul numero delle vittime nelle prime ore sono circolate stime contrastanti. Alcune fonti hanno parlato inizialmente di almeno dieci morti, mentre altre hanno riportato bilanci molto più alti. Le operazioni di soccorso erano ancora in corso e non risultava ancora disponibile un conteggio ufficiale consolidato.
Incidente treno Spagna: Adamuz, 46 morti nella strage del 18 gennaio
Il nuovo incidente riporta inevitabilmente alla sera del 18 gennaio 2026. Nei pressi di Adamuz, in provincia di Cordova, gli ultimi vagoni di un treno Iryo partito da Malaga e diretto a Madrid deragliarono, invadendo la linea adiacente. Pochi secondi dopo sopraggiunse un Alvia di Renfe partito da Madrid e diretto a Huelva. L’impatto fu violentissimo e alcune carrozze precipitarono lungo un terrapieno.
Il bilancio definitivo salì a 46 morti dopo il decesso, il 30 gennaio, di una donna che era rimasta ricoverata in terapia intensiva dal giorno dell’incidente. Più di 120 persone furono assistite dai sanitari. Fu una delle peggiori tragedie ferroviarie della storia recente della Spagna. La particolarità del disastro alimentò fin dall’inizio interrogativi sulle cause: i treni non viaggiavano oltre i limiti previsti e il tratto ferroviario era stato interessato da lavori di ammodernamento conclusi nel 2025.
L’inchiesta su Adamuz e l’ipotesi della rotaia
A nove mesi di distanza l’inchiesta non è ancora chiusa. Un rapporto della Guardia Civil reso noto a settembre ha rafforzato l’ipotesi di una rottura in corrispondenza della saldatura tra due segmenti di rotaia, uno del 1989 e uno del 2023. Secondo i periti, sulla giunzione sarebbero stati individuati segni compatibili con una fatica del materiale precedente alla rottura. Non si tratta ancora di una conclusione giudiziaria definitiva.
Adif ha sostenuto che le irregolarità di livellamento precedentemente rilevate nel tratto si trovavano entro i limiti di sicurezza previsti. L’accertamento delle responsabilità resta quindi affidato all’indagine tecnica e a quella giudiziaria.
Incidente treno Spagna: due giorni dopo Adamuz, un altro morto in Catalogna
La tragedia di gennaio non rimase un episodio isolato. La sera del 20 gennaio, appena due giorni dopo Adamuz, un treno della linea R4 di Rodalies urtò un muro di contenimento crollato sui binari tra Gelida e Sant Sadurní d’Anoia, nella provincia di Barcellona.
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Morì il macchinista e 37 persone rimasero ferite, cinque delle quali inizialmente indicate in condizioni gravi. Le forti piogge che avevano colpito la Catalogna furono considerate tra le possibili cause del cedimento del muro. Nelle stesse ore un altro convoglio della rete Rodalies deragliò tra Blanes e Maçanet dopo la caduta di rocce sulla linea, senza provocare feriti.
Spagna, quattro incidenti ferroviari in quattro giorni
Il 22 gennaio arrivò un ulteriore episodio. Vicino a Cartagena, nella regione di Murcia, un treno regionale Renfe urtò il braccio di una gru proveniente da un cantiere vicino ai binari. Sei passeggeri riportarono ferite lievi. ANSA definì quello di Cartagena il quarto incidente ferroviario in quattro giorni, in una settimana che aveva già messo fortemente sotto pressione il sistema ferroviario spagnolo.
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I problemi sulla rete ferroviari portarono anche alla mobilitazione dei macchinisti, con richieste di verifiche più approfondite anche sulle procedure di manutenzione.
Da gennaio a ottobre, ancora problemi sulla rete
Gli episodi non si sono fermati all’inverno. Il 12 febbraio un Alvia Madrid-Badajoz investì un’automobile a un passaggio a livello senza barriere vicino a Talavera de la Reina, ancora nella provincia di Toledo. Il conducente della vettura morì, mentre il treno rimase bloccato senza deragliare.
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Il 12 ottobre un incendio su un AVE in provincia di Saragozza ha invece interrotto per diverse ore la linea ad alta velocità Madrid-Barcellona, coinvolgendo nei disagi circa 17mila passeggeri tra Renfe e Iryo. Non ci furono conseguenze paragonabili alle tragedie di gennaio, ma il guasto provocò cancellazioni e pesanti ritardi.
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Ora il nuovo scontro sulla Madrid-Andalusia apre un altro capitolo. Le cause dell’incidente di Toledo sono ancora da accertare e sarà necessario attendere le indagini prima di collegarlo a problemi infrastrutturali o operativi già emersi negli altri casi.
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