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Starmer non molla: “Non mi dimetto”. E rilancia il rapporto con l’Ue: “La Brexit ci ha resi poveri e deboli” 

Dopo il rovescio elettorale, il Premier punta sul rilancio dei legami con Bruxelles per far ripartire l’economia e frenare il dissenso interno

Starmer non molla: “Non mi dimetto”. E rilancia il rapporto con l’Ue: “La Brexit ci ha resi poveri e deboli” 
Keir Starmer

Starmer: “Non lascio il Paese nel caos. Riporterò la Gran Bretagna al cuore dell’Europa”

Non ho intenzione di “farmi da parte e lasciare il Paese nel caos”. Lo ha confermato Keir Starmer, primo ministro laburista, a seguito della pesante sconfitta incassata dalla compagine di governo alle consultazioni locali del 7 maggio. Intervenendo a Londra davanti a una platea di stretti alleati, il premier ha illustrato un piano per rinvigorire l’agenda dell’esecutivo, nel tentativo di arginare il dissenso interno al Labour che minaccia la sua leadership. “Affrontiamo non solo tempi pericolosi, ma anche avversari pericolosi”, ha affermato, alludendo esplicitamente alla destra di Nigel Farage e alla sinistra radicale guidata dal verde Zack Polanski.

Il leader laburista ha confessato di aver commesso degli “errori” e ha preso atto del fatto che una parte dei cittadini del Regno Unito “è frustrata”, provando risentimento persino nei suoi confronti. Ciononostante, ha ribadito con forza di schierarsi “dalla parte della working class”, riaffermando la validità del suo progetto per “il cambiamento”, pur sottolineando la volontà di intensificare gli sforzi su fronti caldi quali “economia, Europa e difesa”. “Non viviamo in tempi ordinari”, ha aggiunto il Premier, promettendo il proprio impegno per rendere la nazione “più forte e più giusta”.

Ricucire il rapporto con l’Ue 

“Questo governo laburista sarà definito dalla ricostruzione del nostro rapporto con l’Europa e dal riportare la Gran Bretagna al cuore dell’Europa, per essere più forti sull’economia, più forti sul commercio, più forti sulla difesa, su tutto”. Lo ha ribadito il premier laburista britannico Keir Starmer nel cosiddetto discorso del “reset” a Londra, spiegando che la Brexit “ha reso il Regno Unito più povero e più debole” ed etichettando il leader di Reform Uk, Nigel Farage, “un opportunista”. Starmer ha, dunque, promesso di ampliare il programma di scambio degli studenti con l’Ue.

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