La vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna (ECR): “Bene sui migranti, ma von der Leyen dimentica la coesione. Il Green Deal? Resta un fallimento”
“È stato un discorso nel quale abbiamo apprezzato alcuni obiettivi, sui quali proprio i Conservatori sono stati protagonisti, penso alla questione migratoria. Ma, guardando al futuro dell’Europa, dal discorso si è avvertita una grande assenza: la coesione”. Così la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna (ECR) commenta ad Affaritaliani il discorso sullo Stato dell’Unione 2026 pronunciato oggi da Ursula von der Leyen a Strasburgo. La Presidente della Commissione Ue ha tracciato le priorità dell’esecutivo comunitario tra difesa, sostegno all’Ucraina, crisi a Gaza, migrazione, competitività e il futuro bilancio UE post-2027. Un passaggio molto atteso ha riguardato proprio l’immigrazione, con l’annuncio di un nuovo “Strumento europeo di risposta alle emergenze” dopo i fatti di Ceuta della scorsa estate, misura su cui i Conservatori europei rivendicano da tempo la paternità politica.
Per Sberna, il primo rischio da evitare è quello di un’ Europa a due velocità, nella quale la crescita finisca per accentuare le distanze tra territori. “Non possiamo costruire un’Europa forte lasciando ai margini territori, regioni, città, aree interne e isole, perché la forza dell’Europa passa dalla capacità di valorizzarli e tenerli insieme”. Da qui la centralità della coesione, che resta una priorità, ha sottolineato, anche “per garantire alle persone il diritto di restare nei propri territori e di costruire lì il proprio futuro”.
Ma il tema territoriale si intreccia, nella sua analisi, con quello della competitività industriale, a partire dal costo e dalla disponibilità dell’energia. “L’Europa deve tornare a creare le condizioni perché le nostre imprese possano competere nel mondo. E questo significa innanzitutto affrontare il tema dell’energia. Su questo, l’Europa deve fare la sua parte”. Sberna guarda con favore al principio della neutralità tecnologica, definito “un passo importante”, ma chiede che venga tradotto in un approccio capace di non escludere a priori nessuna soluzione: “Un approccio concreto, che permetta a tutte le tecnologie di contribuire all’indipendenza energetica europea”.
Sul terreno della transizione ambientale, Sberna dice di condividere gli obiettivi della strategia europea, ma contesta l’impostazione con cui sono stati perseguiti: la strada indicata da von der Leyen, sostiene, “rimane legata a un’impostazione ideologica del Green Deal, che per noi si è rivelata fallimentare”.
Le reazioni
Il discorso ha acceso subito il dibattito in Aula, con reazioni molto diverse tra i gruppi politici. Il capogruppo del PPE, Manfred Weber, ha spinto per una linea più morbida sul fronte ambientale, chiedendo una riforma “ragionevole” del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) e lo stop al previsto divieto sui motori a combustione. Di segno opposto la critica della capogruppo dei Socialisti e Democratici, Iratxe García Pérez, che ha invece attaccato sul fronte sociale proponendo una tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche per finanziare un sostegno alle famiglie in difficoltà, legando l’aumento del costo della vita alle tensioni internazionali in corso.


