“Quarantotto corpi, tra cui bambini, donne e uomini, sono stati recuperati dall’interno della base. I corpi di 10 aggressori sono stati rinvenuti all’esterno” ha spiegato il rappresentante dell’Onu nel Paese africano, Toby Lanzer. “Il totale delle vittime e’ 58”, ha aggiunto, sottolineando che “potrebbe aumentare dal momento che oltre 100 persone sono state ferite, alcune molto gravemente”.
Gabriel Hilaire, project manager per INTERSOS, al momento dell’attacco, si trovava nel campo per una distribuzione di kit d’emergenza. “Li ho visti arrivare, armati. Hanno iniziato a sparare in mezzo alla gente che aspettava: donne, bambini, anziani inermi. Non abbiamo potuto far altro che correre, ma non tutti si sono salvati” racconta, mentre ancora si sentono i colpi di arma da fuoco a poche centinaia di metri. Lo staff di Intersos si trova a Bor per assistere la popolazione sfollata che vive nel campo. Quasi 5.000 persone, da mesi, vivono qui per sfuggire agli scontri e gli operatori Intersos portano avanti attivitá di assistenza, supporto e protezione dei gruppi piu’ a rischio, donne e bambini, attivitá educative e distribuzioni di beni di prima necessitá. Tutto il personale Intersos adesso e’ al sicuro.

