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Esteri
Guerra civile in Sud sudan. Petrolio e tribù alla base della crisi

E' diventato indipendente solo due anni fa e ora il Paese più giovane del mondo, il Sud Sudan,  è di nuovo nel pieno di una guerra civile. Da giorni sono in corso combattimenti, decine di persone sono morte in migliaia hanno dovuto abbandonare le loro case. Una nuova crisi dopo la lunga e sanglinosissima guerra contro il Nord del paese che ha portato all'indipendenza due anni fa. Alla base del conflitto ci sono divisioni etniche molto antiche e l’incapacità del governo di rispondere in modo efficace ai gravi problemi del Paese.

Il Sudan unitario era un paese in cui il potere è sempre stato concentrato in un ristretto numero di famiglie, appartenenti a tre piccole tribù arabe che provengono dalla valle del Nilo, nel nord del paese. Le tre tribù ammontano negli anni hanno sempre favorito le proprie regioni di origine e l’area della capitale Khartoum. Proprio per il cattivo governo di queste tribù nel paese sono nati movimenti indipendentisti che sono sempre stati sedati nel sangue. Il caso più drammatico è senz'altro quello del conflitto in Darfur, nell’ovest del Sudan.

Nel Sud del Paese, un'area che è grande due volte l'Italia, è andata avanti per oltre vent’anni una guerra civile tra le milizie locali e l’esercito governativo: La guerra civile ha causato più di due milioni di morti. Nel 2005 si è arrivati a un accordo di pace tra il governo centrale e il SPLA (Sudan People’s Liberation Army), la sigla che riuniva i combattenti ribelli. Ma il processo di indipendenza si è concluso solo nel 2011 con una referendum in cui il 99 per cento degli abitanti ha votato in favore della secessione,

LE MINACCE - A minacciare l'indipendenza del Paese più giovane del mondo sono problemi sia interni, legati al malfunzionamento del governo, sia i pericoli dell'invasione da Nord.  Il governo del Sud Sudan si è già dimostrato del tutto inefficiente nell’affrontare i gravissimi problemi del paese, che appena nato era già uno dei più poveri del mondo. Negli anni della guerriglia l’unica cosa che teneva insieme i molti gruppi etnici del sud era l’odio verso il governo di Khartoum e la guida carismatica del leader ribelle John Garang. Al momento dell’indipendenza erano attivi almeno sette distinti gruppi ribelli. Nello stato del Jonglei un gruppo ribelle guidato da David Yau Yau – un ex politico che ha perso le elezioni locali nel 2010 – ha organizzato a ottobre un attacco in cui sono morte decine di persone, mentre a febbraio del 2013 oltre cento persone sono rimaste uccise in scontri tra i gruppi etnici dei Murle e dei Nuer. Le stesse milizie del SPLA, che è più o meno l’unico partito del paese, sono accusate di brutalità nella loro risposta militare, con massacri di civili e stupri.

IL PETROLIO - A minacciare la pace del Paese è anche la questione del petrolio che si trova quasi interamente a Sud mentre gli oleodotti sono a Nord. Per molti anni, questo ha permesso al governo di Khartoum di tenere per sé gran parte dei proventi della vendita, e si è rivelato molto difficile raggiungere un accordo tra i due stati per un nuovo equilibrio.

 

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