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Svezia al voto, l’ultradestra a un passo dal governo: testa a testa tra Andersson e Kristersson. In gioco la permanenza nella Nato

Circa 7 milioni di svedesi alle urne per rinnovare il Riksdag: i sondaggi danno un lieve vantaggio al centrosinistra di Magdalena Andersson, ma la partita resta apertissima

Svezia al voto, l’ultradestra a un passo dal governo: testa a testa tra Andersson e Kristersson. In gioco la permanenza nella Nato

La Svezia torna alle urne e questa volta il voto potrebbe segnare un passaggio importante per la destra europea. Circa 7 milioni di elettori sono chiamati oggi a rinnovare i 349 seggi del Riksdag, il Parlamento monocamerale dal quale dipende la formazione del prossimo governo. I seggi sono aperti dalle 8 alle 20, con i primi risultati attesi subito dopo la chiusura. I sondaggi danno un leggero vantaggio al blocco di centrosinistra guidato dalla socialdemocratica Magdalena Andersson, ma il margine sulla coalizione di destra del premier uscente Ulf Kristersson è minimo. Il dato da attenzionare maggiormente, però, riguarda i Democratici Svedesi, formazione nazionalista che potrebbe passare dal sostegno esterno all’ingresso diretto nell’esecutivo.

La destra al governo e il ruolo dei Democratici Svedesi

Dal 2022 la Svezia è governata da una coalizione di destra guidata da Ulf Kristersson, che ha potuto contare sul sostegno esterno dei Democratici Svedesi, il partito di Jimmie Åkesson. La formazione non ha ministri nell’attuale governo, ma negli ultimi quattro anni ha avuto un peso crescente nelle decisioni della maggioranza. Ora lo scenario potrebbe cambiare.

Kristersson ha infatti già aperto alla possibilità di un esecutivo che comprenda direttamente i Democratici Svedesi. “Non c’è nulla di drammatico in questo. È sotto gli occhi di tutti che collaboriamo con successo da quattro anni”, ha spiegato il premier uscente. Una scelta che segnerebbe un ulteriore spostamento a destra della politica svedese e che potrebbe rafforzare una tendenza già evidente in diverse democrazie europee.

I Democratici Svedesi sono entrati per la prima volta nel Parlamento nel 2010, quando ottennero circa il 5% dei voti. Dodici anni dopo sono diventati il secondo partito del Paese, raggiungendo il 20,5% alle elezioni del 2022. Alla base del loro successo c’è soprattutto il tema dell’immigrazione, con i sondaggi che attribuiscono oggi al partito circa il 19% dei consensi, una percentuale molto simile a quella ottenuta quattro anni fa.

Centrosinistra avanti, ma di poco

Dall’altra parte c’è il blocco di centrosinistra guidato da Magdalena Andersson, già premier tra il 2021 e il 2022.

La coalizione comprende Socialdemocratici, Verdi e Centro, ma per raggiungere una maggioranza avrebbe bisogno anche del sostegno della Sinistra, che preferirebbe però entrare direttamente nel governo piuttosto che limitarsi a sostenerlo dall’esterno. Secondo le rilevazioni citate da Reuters, il centrosinistra viene accreditato di una percentuale compresa tra il 49,3% e il 50,8%. La coalizione di Kristersson è invece tra il 47,6% e il 49%. Tradotto in seggi, significa una possibile maggioranza per il centrosinistra compresa tra 175 e 180 deputati, contro i 169-174 attribuiti al blocco di destra.

Il nodo della Nato

In caso di vittoria della destra, il risultato avrebbe anche una forte dimensione internazionale. Kristersson ha legato il voto alla posizione della Svezia sulla Nato, sostenendo che una vittoria della sinistra potrebbe mettere in discussione la permanenza del Paese nell’Alleanza. “Se vincesse la sinistra, due su tre, o due su quattro partiti, voterebbero contro la permanenza della Svezia alla Nato”, ha dichiarato il premier uscente. È un tema particolarmente sensibile per un Paese che ha abbandonato la tradizionale politica di non allineamento ed è entrato nella Nato nel 2024.

La giornata elettorale non riguarda soltanto il Riksdag: gli svedesi votano anche per il rinnovo dei consigli regionali e comunali. Oltre 3 milioni di cittadini hanno già votato attraverso il sistema del pre-voto. Ora la sfida si sposta sulle urne, con un risultato che potrebbe essere deciso da una manciata di seggi. Se il centrodestra dovesse prevalere, la vera novità sarebbe il possibile ingresso dei Democratici Svedesi nel governo. Se invece vincesse il centrosinistra, Magdalena Andersson dovrebbe costruire una maggioranza attraverso un’alleanza tra più forze.

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