Svezia, Andersson si fa da parte. Ora tocca al presidente della Camera
“Sulla base delle conversazioni che ho avuto, al momento non c’è alcuna possibilità di formare un governo”. Con queste parole la leader dei socialdemocratici svedesi, Magdalena Andersson, ha comunicato in conferenza stampa la decisione di rinunciare al tentativo di costituire un esecutivo.
L’annuncio è arrivato dopo che il Partito della Sinistra ha dichiarato di voler appoggiare un esponente del Partito Moderato alla presidenza del Parlamento. Andersson aveva cercato di costruire una maggioranza insieme ai socialdemocratici e alle altre tre forze progressiste uscite vincitrici dal voto del 13 settembre. “Alla luce dell’evoluzione della situazione successiva alle elezioni, è ragionevole che la coalizione che si è formata possa progredire e cercare di raggiungere un accordo anche sulla questione del governo”, ha affermato, secondo quanto riferito dalla stampa svedese. La decisione sul conferimento dell’incarico spetterà ora al presidente del Parlamento. Il candidato più probabile è il premier uscente Ulf Kristersson.
A determinare il passo indietro della leader socialdemocratica è stata la frattura apertasi a sinistra sulla nomina del nuovo presidente del Parlamento, argomento affrontato questa mattina dall’emiciclo nella prima seduta dopo le elezioni del 13 settembre, quando il blocco rosso-verde di centrosinistra ha ottenuto una maggioranza di appena tre seggi. A guidare finora la Camera è Andreas Norlén, esponente dei Moderati, formazione conservatrice guidata dal premier uscente Ulf Kristersson, eletto nel 2018. Le forze di centrodestra puntano a confermarlo per un ulteriore mandato e anche Vänsterpartiet, il Partito della Sinistra, ha annunciato il proprio sostegno.
Da qui la scelta di Andersson di abbandonare il mandato esplorativo: “Naturalmente prendo seriamente la dichiarazione del Partito di Sinistra. Sulla base di essa e delle conversazioni che ho avuto, posso constatare, nel complesso, che al momento non ho alcuna possibilità di formare un governo”, anche perché “in Svezia esiste una lunga tradizione secondo cui è il partito di maggioranza del governo a ricoprire la carica di presidente della Camera”, ha dichiarato Andersson, citata dalla Svt.
“Dunque, è logico che questa collaborazione venga ora messa alla prova anche per la formazione del governo”, ha aggiunto, aprendo quindi alla possibilità di un esecutivo composto dai conservatori e dalla componente più radicale della sinistra parlamentare.
Un’ipotesi considerata altamente improbabile, mentre il centrodestra si dichiara pronto ad assumere la guida del Paese. La decisione di Andersson ha colto di sorpresa la leader del Partito della Sinistra: “Abbiamo spiegato i motivi per cui abbiamo bisogno di una persona esperta e competente, che abbia già gestito queste trattative in passato e che abbia una lunga esperienza in materia”, ha dichiarato Nooshi Dadgostarr al quotidiano Expressen.
“Lo trovo un po’ strano sostenere che si tratti di una questione politica”, ha aggiunto la leader di Vänsterpartiet, che ha ottenuto l’8,2% dei consensi, risultando la seconda forza della coalizione rosso-verde a sostegno di Andersson come premier.
Il presidente della Camera è incaricato di affidare i mandati esplorativi ai potenziali premier e di coordinare le trattative tra i partiti. La votazione è attesa a breve.


