Svolta nello Stretto: il Kuomintang in Cina per costruire un “ponte” diplomatico e allentare le tensioni belliche
Cheng Li-wun, la leader del principale partito di opposizione di Taiwan, il Kuomintang (Kmt), effettuerà un viaggio in Cina tra il 7 e il 12 aprile, in seguito all’accoglimento “con piacere” dell’esortazione giunta dal leader cinese Xi Jinping. La notizia è stata diffusa dalla sua formazione politica e dall’organismo d’informazione Xinhua.
La rappresentante aveva sollecitato un colloquio con Xi prima di volare verso gli USA, scatenando disappunto sia tra i propri ranghi che tra gli osservatori esterni, i quali le rimproverano una posizione eccessivamente accomodante verso Pechino. Il Kuomintang confida in legami più solidi e in un incremento delle interazioni con la Cina, la quale considera Taiwan una porzione della propria sovranità nazionale.
Nel comunicato diffuso dal Kmt si specifica che Cheng “auspica sforzi congiunti da parte di entrambele parti per promuovere lo sviluppo pacifico delle relazioni tra le due sponde dello Stretto, favorire gli scambi e la cooperazione tra le due sponde e lavorare per la pace nello Stretto di Taiwan, per un maggiore benessere per le persone su entrambe le sponde”.
Dettagli dell’itinerario e implicazioni politiche
Le testate governative di Pechino hanno confermato che la delegazione di Taiwan farà tappa nella provincia orientale del Jiangsu, a Shanghai e nella capitale, senza tuttavia confermare se avverrà un colloquio diretto tra Cheng e Xi. La leader ha asserito di voler provare che “le due sponde dello stretto non sono destinate alla guerra”.
Questo viaggio rappresenta la prima trasferta in Cina di un vertice del Kmt nel pieno del mandato dal novembre 2016, epoca in cui l’allora guida della fazione, Hung Hsiu-chu, si interfacciò con Xi a Pechino.
Tensioni elettorali e accuse incrociate
Tra le fila del Kuomintang serpeggia il timore che un faccia a faccia tra Cheng e Xi possa influenzare negativamente l’esito delle consultazioni elettorali previste a Taiwan entro la chiusura dell’anno. La politica è stata inoltre nel mirino del Partito Progressista Democratico (Dpp) del capo di Stato taiwanese Lai Ching-te, con l’accusa di favorire i disegni di Pechino ostruendo i progetti di investimento per la sicurezza nazionale del governo. Al contrario, Cheng ha sostenuto che i dialoghi con Xi avrebbero un “significato simbolico importante” e fungerebbero da “base” per un’intesa distesa attraverso lo Stretto di Taiwan.
“Non credo che un singolo incontro possa risolvere tutti i problemi che si sono accumulati nel corso di quasi un secolo“, ha dichiarato la leader, precisando di ambire a “riuscire a costruire un ponte del genere”.

