Tensione nel Golfo: colpita una petroliera al largo dell’Oman
Cresce ulteriormente la pressione nello scacchiere marittimo del Golfo Persico, mentre proseguono – tra accelerazioni e frenate – i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare e sul nodo strategico della sicurezza dello Stretto di Hormuz. Un quadro già altamente instabile che si arricchisce ora di un nuovo episodio segnalato in mare aperto.
Secondo quanto riportato da Agenzia Nova, l’United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto), centro operativo collegato alla Marina britannica e incaricato del monitoraggio della sicurezza del traffico commerciale in Medio Oriente, ha rilevato un incidente avvenuto al largo delle coste dell’Oman, a circa 60 miglia nautiche a est di Mascate. L’area interessata rientra in una delle direttrici marittime più delicate al mondo, attraversata quotidianamente da petroliere e mercantili diretti verso Hormuz e quindi verso i principali mercati energetici internazionali.
Nel dettaglio, secondo le informazioni diffuse dall’Ukmto, il comandante di una petroliera avrebbe segnalato una “esplosione esterna” avvenuta sul lato sinistro dell’imbarcazione, nella zona vicina alla linea di galleggiamento. Nonostante l’impatto, l’equipaggio e la nave risultano in condizioni di sicurezza, anche se una parte del carico di carburante sarebbe finita in mare a seguito dell’incidente. Le autorità competenti hanno avviato le verifiche del caso e, al momento, non risultano attribuzioni ufficiali di responsabilità.
Nel proprio avviso di sicurezza, classificato come possibile “attacco”, l’Ukmto ha invitato tutte le unità navali presenti nell’area a mantenere la massima prudenza, procedendo con cautela e segnalando tempestivamente qualsiasi movimento sospetto. Un episodio che si inserisce in un contesto regionale già estremamente fragile e segnato da un progressivo aumento delle tensioni.
Nelle ultime ore, infatti, gli Stati Uniti hanno riferito di nuovi raid contro obiettivi iraniani nell’area del Golfo, sostenendo di aver colpito installazioni missilistiche e unità navali sospettate di essere coinvolte nel posizionamento di mine nei pressi dello Stretto di Hormuz. Dall’altra parte, i Guardiani della rivoluzione iraniani hanno comunicato di aver distrutto un drone statunitense MQ-9 Reaper, affermazioni che però non hanno trovato conferme da parte di Washington.
Un contesto che si inserisce in una dinamica di lunga durata: negli ultimi anni, infatti, le acque tra Golfo Persico, Golfo di Oman e lo stesso Stretto di Hormuz sono state teatro ricorrente di sabotaggi, sequestri e attacchi contro petroliere e infrastrutture energetiche strategiche. Proprio per la loro rilevanza globale, queste rotte restano costantemente presidiate da forze navali occidentali e da missioni internazionali dedicate alla sicurezza della navigazione commerciale.

