Una donna di 32 anni è stata estratta viva ieri dalle macerie di un edificio crollato, mentre proseguono senza sosta le ricerche dei dispersi dopo il terremoto di magnitudo 7,4 che lunedì ha colpito la Colombia occidentale, il più forte registrato nel Paese nell’ultimo secolo. Le autorità hanno intanto rivisto al ribasso il bilancio delle vittime, portandolo a 216 morti dopo una correzione dei dati forniti dalle autorità locali di Cali.
Daniela Largo è stata portata fuori dalle macerie avvolta in una coperta blu, tra gli applausi dei soccorritori e le grida di gioia dei familiari. “Stavamo perdendo la speranza, poi abbiamo ricevuto una telefonata“, ha raccontato a Pereira la madre, Sandra Milena Perez. Un residente aveva sentito delle richieste di aiuto provenire da sotto le macerie e, insieme ai vicini, aveva iniziato a rimuovere i detriti prima dell’arrivo delle squadre specializzate. “Grazie a lui oggi siamo felici. A casa la aspetta suo figlio di 12 anni”, ha aggiunto la madre.
Soldati, vigili del fuoco e volontari continuano a cercare sopravvissuti negli edifici crollati a Pereira e Cali, utilizzando gru, cani da ricerca e macchinari pesanti. In diversi punti i volontari hanno formato catene umane per rimuovere a mano mattoni e pezzi di cemento. Le operazioni vengono periodicamente interrotte per consentire ai soccorritori di ascoltare eventuali voci o rumori provenienti dalle macerie.
Con il calare della notte, numerose famiglie si sono preparate a dormire nei parchi, mentre le scosse di assestamento continuano a interessare quartieri gravemente danneggiati. A Pereira alcuni spazi pubblici sono stati trasformati in rifugi improvvisati con tende e materassi. Il terremoto ha messo sotto forte pressione anche il sistema sanitario. A Cali una parte dell’Hospital Universitario del Valle è crollata, costringendo i medici a trasferire i pazienti in un parcheggio e a curarne alcuni all’aperto. Migliaia di colombiani si sono mobilitati portando acqua, cibo e altri beni nelle aree colpite, mentre lunghe file si sono formate davanti ai centri per la donazione del sangue.
Il presidente Abelardo de la Espriella ha dichiarato lo stato di emergenza e, durante una visita a Pereira, ha promesso sussidi per gli affitti alle famiglie colpite. Gli Stati Uniti hanno annunciato 15,5 milioni di dollari di aiuti d’emergenza, mentre offerte di assistenza sono arrivate da diversi Paesi. Le squadre di soccorso continuano intanto a scavare nella speranza di trovare altre persone ancora vive sotto le macerie.

