Le autorità filippine hanno confermato che il terremoto di magnitudo 7,8 che ha colpito lunedì l’isola meridionale di Mindanao ha causato almeno 36 morti. Proseguono intanto le operazioni di soccorso per la ricerca dei dispersi. Secondo un rapporto preliminare del National Disaster Risk Reduction and Management Council (NDRRMC), mancano all’appello ancora quattro persone mentre 167 sono rimaste ferite. Il sisma ha colpito un’area dove vivevano almeno 88.000 persone. La scossa è stata registrata alle 7:37 ora locale di lunedì (23:37 GMT di domenica), con epicentro a circa 24 chilometri a sud-ovest dell’isola di Burias, nel sud di Mindanao, e a una profondità di circa 35 chilometri, secondo il United States Geological Survey.
La città più colpita è stata General Santos, importante porto commerciale e centro dell’industria del tonno, dove si contano almeno 13 vittime. Altri decessi sono stati registrati nelle province di South Cotabato, Davao Occidentale e sull’isola di Balut. Migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e a rifugiarsi nei centri di evacuazione allestiti dalle autorità.
Secondo l’Ufficio della Difesa Civile, la maggior parte delle vittime è stata causata dal crollo di edifici e dalle frane innescate dalla forte scossa. Le prime valutazioni parlano di danni significativi alle infrastrutture, alle linee elettriche e alle comunicazioni. Video diffusi sui social media mostrano il crollo di un centro commerciale, di un ristorante fast food e di un edificio scolastico pubblico a General Santos.

