Sale ancora il bilancio delle vittime in Venezuela per il terremoto del 24 giugno: 1.719, e 5.034 feriti, secondo quanto riportato ieri dal presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez, fratello della presidente ad interim Delcy. Tra i morti ci sono anche 16 italiani. Ma il bilancio è destinato ad aggravarsi, mancano all’appello decine di migliaia di persone, ancora sommerse sotto le macerie. Interi palazzi si sono letteralmente sbriciolati dopo il sisma. Ad aggravare il quadro poi ci sono state le ulteriori scosse di ieri di assestamento di magnitudo 5.1 e 4.2. In più ci sono gli “sciacalli“, gente che approfitta della situazione per andare a svaligiare le case inagibili.
La gente è sempre più preoccupata: “Solo Machado ci può salvare“, sostengono in molti. E lei ha subito risposto all’appello. La leader dell’opposizione sostiene di essere “pronta a fare tutto il necessario” per tornare in Venezuela e unirmi agli sforzi di soccorso. Machado, attualmente a Panama, ha accusato l’attuale governo venezuelano di impedirle il ritorno in patria e di “incoraggiare e coordinare gli sforzi dei cittadini durante l’emergenza“.
Oltre 100 persone appena deportate dagli Stati Uniti e detenute in un hotel sono tra le centinaia di vittime dei terremoti che hanno colpito il Venezuela. Secondo quanto riporta l’Ap, un volo di deportazione proveniente da Miami era atterrato in Venezuela poche ore prima dei terremoti. A bordo c’erano 146 venezuelani, tra cui 19 donne e sette bambini, secondo ICE Flight Monitor, un’iniziativa di Human Rights First che monitora i voli.
Erano stati trasportati all’Hotel Santuario La Llanada, dove erano stati sottoposti a visite mediche e avevano ottenuto i documenti di identità. Era stato detto loro che sarebbero tornati a casa il giorno successivo. Lisbeth Portillo, 58 anni, ha raccontato alla Ap di essere riuscita a fuggire dalle macerie dell’hotel insieme ad altri 20 deportati che vagavano per le strade in cerca di aiuto. Hanno visto persone correre, alcune nude e altre scalze, mentre emergevano dalle macerie dell’edificio di una delle zone più colpite dalle scosse di magnitudo 7.2 e 7.5. A maggio, l’ICE Flight Monitor ha monitorato 288 voli di deportazione verso 38 paesi, tra cui Burkina Faso, Cambogia, Camerun, Cile e Costa d’Avorio. Dodici i voli verso il Venezuela, tre a settimana.

