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Meno male che i tecnici (alla Terzi) se ne vanno…


Di Alberto Maggi –  su Twitter: @AlbertoMaggi74

Al peggio non c’è mai fine. E infatti la pessima esperienza di governo dei tecnici, chiamati a risollevare l’Italia e finiti per affossarla ulteriormente, si chiude con la figuraccia internazionale sui maro’. Dai tempi di Bettino Craxi e di Sigonella l’Italia non ha una politica estera degna di questo nome. Nessun paese europeo e tantomeno gli Stati Uniti avrebbero riconsegnato all’India due militari che hanno operato in acque internazionali. Non basta avere un nome nobile per sapere come occuparsi di diplomazia e infatti il ministro Terzi di Sant’Agata è finito nel tritacarne di una figuraccia mondiale. Per poi dimettersi in Aula scatendo l’ira e le polemiche del collega Di Paola. E’ la solita Italia da operetta, quella di serie B che fa sorridere i partner europei. D’altronde l’esecutivo Monti è stato un ripetersi di delusioni e fallimenti. Come dimenticare gli esodati lasciati senza salario e senza pensione? Per non parlare della riforma Fornero sul mercato del lavoro che gli unici effetti che ha prodotto sono stati l’aumento della disoccupazione. L’agenda digitale? Finita su un binario morto. Dimenticata. La spending review? Bella parola, anglosassone come l’ispirazione del Prof della Bocconi, che però poi ha continuato a spendere soldi pubblici per ripianare banche in crisi e amministrazioni pubbliche sul lastrico. Figuraccia anche sull’abolizione/accorpamento delle province. Finita in soffitta. E le riforme costituzionali? Nemmeno l’ombra. Insomma, 17 mesi gettati al vento (o nell’Oceano Indiano un po’ come i marò). I tecnici dovevano riportare l’Italia in alto, farla uscire dalla crisi e invece, forse, hanno fatto peggio dei tanto vituperati politici. Vedremo ora se avremo un governicchio Bersani o ancora un tecnico a Palazzo Chigi e valuteremo. Ma intanto meno male che si chiude questa pessima fase dell’italietta di Monti Mario…