Solo il 37% approva il presidente, mentre sul costo della vita il dissenso sale al 76% degli intervistati
Donald Trump arriva a sei mesi dalle elezioni di metà mandato con i sondaggi in netto peggioramento. Secondo la rilevazione Washington Post-Abc-Ipsos, il tasso di approvazione del presidente è al 37%, in leggero calo rispetto al 39% di febbraio. La disapprovazione sale invece al 62%, il livello più alto dei suoi due mandati.
A pesare è soprattutto la gestione della guerra con l’Iran. Il 66% degli americani non approva la linea del presidente, mentre il 33% la promuove. Il conflitto sta incidendo anche sul giudizio economico, in particolare per l’aumento dei prezzi della benzina e le ricadute sul potere d’acquisto.
Il gradimento di Trump sull’economia scende al 34%, sette punti in meno rispetto alla precedente rilevazione. Sull’inflazione il consenso si ferma al 27%. Ancora più duro il dato sul costo della vita: solo il 23% approva la gestione del presidente, contro il 76% che la boccia.
Il clima politico si fa più complicato per il Partito Repubblicano. Le elezioni di medio termine di novembre si avvicinano e la rilevazione fotografa un elettorato insoddisfatto della leadership di Trump sui principali dossier. Per la Casa Bianca, il problema non è più solo la guerra in Iran, ma il modo in cui quel conflitto si sta scaricando sulla vita quotidiana degli americani.

