Lo scontro Trump-Meloni continua. Per la terza volta nel giro di meno di due giorni, infatti, il presidente americano ha attaccato la premier italiana. Il tycoon insiste sulla sua linea: “Meloni mi ha chiesto più volte le foto”, poi però incrementa la dose: “La sua popolarità è in calo anche perché ha detto no agli Usa”. E ancora: “Vuole tornare amica dopo l’Iran? No grazie”.
“Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha chiesto, ripetutamente, di fare una foto con me durante il vertice del G7 in Francia”, ha ribadito. “Sta andando male in Italia in termini di popolarità, forse perché ha rifiutato gli Stati Uniti d’America — un Paese che davvero ama e protegge l’Italia — quando si è trattato di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare un’arma nucleare (ma anche la Nato ha fatto lo stesso!)”, ha ricordato. “Non ci ha neppure permesso di utilizzare le piste o le basi aeree italiane, creando un grande problema logistico, e questo nonostante il fatto che gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere l’Italia e gli altri cosiddetti alleati della Nato”, ha insistito. “Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi ‘numeri’. No grazie!!!”, ha concluso.
“Il rapporto tra Meloni e Trump – dice il leader di Avs Nicola Fratoianni a Sky tg 24 – era cambiato in questi mesi? No, non direi. La cosa che colpisce però è che Meloni si è accorta solo ora che cos’è Donald Trump perché quello che succede, al netto della sgradevolezza e della volgarità dell’espressioni del presidente Usa, non è certo una novità. Non sono stato io bensì Giorgia Meloni che ha detto che bisognava dargli il Premio Nobel. È Meloni che ha detto che l’attacco al Venezuela era un atto di autodifesa, ed è stata lei che ha detto sulla guerra criminale all’Iran che condannava e che non approvava. Ed è Giorgia Meloni che si è impegnata, però, piccolo particolare, l’ha fatto a nome di tutti gli italiani, sulle loro tasche e sulla loro pelle, a garantire miliardi e miliardi a Donald Trump comprando il gas liquido e le armi quando ha detto sì al 5% del Pil per il contributo alla Nato”.

