Durissimo botta e risposta Trump-Meloni. Questo l’ultimo messaggio scritto dalla premier. “Una risposta sul punto, dunque, a fronte di “questi ricorrenti e ingiustificati attacchi” che annota ancora Meloni sono del tutto privi di senso”. “Quanto alla mia popolarità – manda allora a dire la premier – essere tua amica non l’ha certo aiutata, né dipende dal mio rapporto con te”. “La mia popolarità dipende dalla mia capacità di difendere l’interesse nazionale italiano, esattamente ciò che ho sempre fatto”. “Questo – sottolinea ancora Meloni – vale anche a proposito delle basi Americane in Italia, il cui uso è regolato da accordi che abbiamo sempre rispettato, e che non saranno violati finché sarò presidente del Consiglio“. “L’Italia – rimarca allora Meloni – rimane una nazione sovrana. E, a ogni modo, la mia popolarità non è cosa che ti riguardi. Consiglio invece – conclude il messaggio social di Meloni a Trump – di concentrarti sulla tua”.
Lo scontro Trump-Meloni continua. Per la terza volta nel giro di meno di due giorni, infatti, il presidente americano ha attaccato la premier italiana. Il tycoon insiste sulla sua linea: “Meloni mi ha chiesto più volte le foto”, poi però incrementa la dose: “La sua popolarità è in calo anche perché ha detto no agli Usa”. E ancora: “Vuole tornare amica dopo l’Iran? No grazie”.
“È chiaro che sono parole gratuite, inutili e sgradevoli, però non c’è una guerra tra Italia e Stati Uniti. Ci sono già troppe guerre e spero che gli Stati Uniti ci aiutino a porre fine ad alcune di queste, visto che anche in Iran mi sembra che le cose non stiano andando benissimo”. Lo ha detto Matteo Salvini a margine di una visita ai gazebo della Lega a Milano, commentando le ulteriori dichiarazioni di Donald Trump contro Giorgia Meloni. “Mentre in Iran, in Libano, in Israele, in Ucraina e in Russia si continua a sparare, ritengo che la più importante potenza mondiale debba rivolgere le sue attenzioni a questi fronti di guerra e non ad altro”, ha aggiunto il vicepremier e leader della Lega, sottolineando che “litigare con gli alleati non è utile, lo dico dal punto di vista della Presidenza americana”. “L’Italia è un Paese alleato responsabile, sempre presente e generoso. Nessuno può mettere in discussione i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti. Sicuramente – ha detto ancora Salvini – c’è un problema in questo momento perché, ribadisco, chi attacca il nostro presidente il Consiglio attacca tutto il governo e tutto il Paese. Tuttavia, questo non può e non deve mettere in discussione i buoni rapporti e le relazioni diplomatiche e commerciali tra Italia e Stati Uniti, che prescindono dal Presidente attuale o dal Presidente futuro”.
“Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha chiesto, ripetutamente, di fare una foto con me durante il vertice del G7 in Francia”, ha ribadito. “Sta andando male in Italia in termini di popolarità, forse perché ha rifiutato gli Stati Uniti d’America — un Paese che davvero ama e protegge l’Italia — quando si è trattato di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare un’arma nucleare (ma anche la Nato ha fatto lo stesso!)”, ha ricordato. “Non ci ha neppure permesso di utilizzare le piste o le basi aeree italiane, creando un grande problema logistico, e questo nonostante il fatto che gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere l’Italia e gli altri cosiddetti alleati della Nato”, ha insistito. “Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi ‘numeri’. No grazie!!!”, ha concluso.
“Il rapporto tra Meloni e Trump – dice il leader di Avs Nicola Fratoianni a Sky tg 24 – era cambiato in questi mesi? No, non direi. La cosa che colpisce però è che Meloni si è accorta solo ora che cos’è Donald Trump perché quello che succede, al netto della sgradevolezza e della volgarità dell’espressioni del presidente Usa, non è certo una novità. Non sono stato io bensì Giorgia Meloni che ha detto che bisognava dargli il Premio Nobel. È Meloni che ha detto che l’attacco al Venezuela era un atto di autodifesa, ed è stata lei che ha detto sulla guerra criminale all’Iran che condannava e che non approvava. Ed è Giorgia Meloni che si è impegnata, però, piccolo particolare, l’ha fatto a nome di tutti gli italiani, sulle loro tasche e sulla loro pelle, a garantire miliardi e miliardi a Donald Trump comprando il gas liquido e le armi quando ha detto sì al 5% del Pil per il contributo alla Nato”.

