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Trump: “Dal numero che porti capisco molte cose”. E Vance, Rubio e Witkoff girano con due taglie più grandi di scarpe

Il regalo personalizzato del presidente e gli imbarazzi alla Casa Bianca

Trump: “Dal numero che porti capisco molte cose”. E Vance, Rubio e Witkoff girano con due taglie più grandi di scarpe
President Donald Trump and Finland’s President Alexander Stubb listen to a question from a reporter as they meet in the Oval Office at the White House, Thursday, Oct. 9, 2025, in Washington, with Vice President JD Vance, Secretary of State Marco Rubio, Defense Secretary Pete Hegseth, Homeland Security Secretary Kristi Noem, Office of Management and Budget director Russell Vought and Secretary of the Navy John Phelan watching. (AP Photo/Alex Brandon)

Donald Trump, a quanto pare, pensa anche al look dei suoi ministri oltre che alla guerra in Iran e a tutto il resto. Emerge un retroscena particolare in merito, il presidente americano gradisce che i suoi fedelissimi abbiamo un particolare “dress code”, e più nello specifico che tutti indossino un certo tipo di scarpe eleganti (di suo gusto). Trump – riporta il Wall Street Journal – acquista da un marchio americano dalla storia centenaria: Florsheim, fondata a Chicago nel 1892. E poiché le gradisce particolarmente, ha iniziato a regalarle a ministri, parlamentari, amministratori delegati e personaggi noti (e meno).

Trump però avrebbe un metodo preliminare tutto suo prima di procedere con il regalo, ed è stato proprio il vicepresidente Vance a svelarlo in un’intervista. Il tycoon chiede ai suoi fedelissimi: “Che numero porti?“, per poi aggiungere: “Si capiscono molte cose di un uomo dalla taglia delle sue scarpe“. Questa domanda, evidentemente, sta spingendo molti a dire delle bugie e durante i vertici alla Casa Bianca si notano delle anomalie. Rubio, ad esempio, ha ordinato un 45 e mezzo pur essendo alto un metro e 78. Il risultato lo ha immortalato un fotografo pochi giorni più tardi, nei corridoi del Congresso: le “Trump shoes” ai piedi del segretario di Stato erano del tutto sproporzionate, con due dita di vuoto tra il tallone e la tomaia. Ma a quanto pare non è l’unico. Succede anche questo a chi lavora a stretto contatto con Trump.