Nuovi guai giudiziari per il trapper Baby Gang. Nella prima mattinata i carabinieri del comando provinciale di Lecco hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Lecco nei confronti di Mouhib Zaccaria, 24 anni, e di altre sei persone domiciliate tra Lecco, Milano e Como. Nell’ambito dello stesso procedimento altri due soggetti sono stati sottoposti al divieto di dimora nella provincia di Lecco. Tutti sono ritenuti parte dell’entourage criminale del cantante e risultano indagati, a vario titolo e in concorso, per detenzione, cessione e porto illegale di armi da fuoco comuni e da guerra, oltre che per ricettazione, rapina e lesioni aggravate.
I tre giovani picchiati perché parlavano fuori dalla casa di Baby Gang
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe gestito un vero e proprio arsenale, con armi utilizzate anche a scopo intimidatorio per organizzare ronde punitive contro presunti rivali nelle attività criminali del territorio.
Tre pistole sono già state rinvenute e sequestrate. L’indagine ha inoltre ricostruito un episodio avvenuto il 15 giugno 2025 a Calolziocorte, quando tre cittadini rumeni sarebbero stati accerchiati, trascinati all’ingresso dell’abitazione del rapper e picchiati brutalmente dal gruppo. La loro colpa? Semplicemente essersi soffermati a parlare sulla pubblica via all’esterno dell’abitazione del cantante.
Il filone sulle sparatorie di Milano
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Lecco e condotta dalla locale compagnia dei carabinieri, è partita nel febbraio 2025 dopo l’arresto di un pregiudicato macedone trovato in possesso di due pistole rubate. Armi che, secondo gli accertamenti, sarebbero state riconducibili proprio a Baby Gang e già utilizzate in precedenti episodi di violenza, tra cui la sparatoria avvenuta a Milano in corso Como il 3 luglio 2022 e quella in via Baroni il 7 aprile 2023.
Il viaggio di Baby Gang di nascosto in Iraq per girare un video con bazooka, mitra e kalashnikov
Nel 2025, mentre era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, Baby Gang sarebbe riuscito a lasciare l’Italia e a raggiungere l’Iraq “di nascosto”, dove avrebbe girato un video “coi bazooka, coi mitra, coi kalashnikov”. È quanto emerge da alcune intercettazioni ambientali del luglio scorso, confluite nell’ordinanza che ha portato oggi a un nuovo arresto del trapper. Nelle conversazioni captate, il cantante si vantava “del suo coraggio” per essere andato “da solo in Iraq”. Gli investigatori, analizzando il telefono sequestrato, sono riusciti a ricostruirne nel dettaglio il viaggio: prima in auto fino a Zurigo, poi un volo verso Doha, in Qatar, e infine un ulteriore spostamento fino a Sulaymaniyya, dove sarebbe arrivato il 7 maggio. Qui avrebbe realizzato video con “armi da guerra”, tra cui lanciagranate e fucili d’assalto, poi pubblicati sui social. Il rientro in Italia risale al 9 maggio.
Secondo quanto ricostruito dal gip, il trapper avrebbe continuato a muoversi all’estero “in totale noncuranza” delle prescrizioni, partecipando anche a concerti in Marocco e in Spagna. Dalle intercettazioni emerge inoltre la volontà di sottrarsi alla giustizia e “scappare” all’estero, anche alla luce dei numerosi procedimenti a suo carico e delle ore di lavori socialmente utili da svolgere. “Vado in Marocco (…) se non mi danno il passaporto diplomatico me ne andrò in Iraq o in qualche posto simile e che vengano ad arrestarmi (…) se no vado in Palestina, giuro, sono un pazzo”, dice in una delle conversazioni. Per il giudice, Baby Gang dispone sia delle “conoscenze” sia delle “possibilità economiche” per darsi alla fuga.
Baby Gang, contestate anche le violenze sulla compagna: le ha fratturato il setto nasale
A carico del solo Mouhib vengono contestati anche maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della convivente, una ragazza italiana di 22 anni. Secondo quanto emerso, la giovane sarebbe stata sottoposta a vessazioni quotidiane di natura psicologica e fisica, culminate in un’aggressione durante la quale il rapper l’avrebbe colpita ripetutamente al volto, provocandole la frattura del setto nasale, prima di allontanarla dall’abitazione.
La promessa dopo la precedente condanna: “Adesso basta, solo musica”
L’arresto arriva a distanza di pochi giorni dall’ultima sentenza a carico dell’artista. Lo scorso 4 marzo, al termine di un processo a Milano, Baby Gang era stato condannato a 2 anni e 8 mesi per ricettazione e detenzione di una pistola clandestina con matricola abrasa. All’uscita dall’aula aveva dichiarato: “Adesso basta, solo musica”. Una promessa che oggi appare già smentita dai nuovi sviluppi investigativi.
Per quella vicenda il trapper era stato arrestato l’11 settembre scorso, quando i carabinieri avevano trovato una pistola semiautomatica con matricola abrasa nascosta in un porta tovaglioli all’interno di una camera d’albergo a Milano, dove soggiornava dopo un concerto di Emis Killa. Dopo l’arresto era stato posto ai domiciliari, con l’obbligo di richiedere autorizzazioni per uscire in occasione di registrazioni o esibizioni.
Con il nuovo provvedimento, la posizione di Mouhib Zaccaria si aggrava ulteriormente. Gli investigatori sottolineano anche la sua totale noncuranza rispetto alle prescrizioni imposte con la sorveglianza speciale. Il quadro che emerge è quello di un percorso segnato da continui problemi con la giustizia, ora aggravato da accuse che delineano un contesto di violenza diffusa, disponibilità di armi e gestione criminale del territorio.

