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Esteri
Trump e la telefonata con Taiwan, Pechino denuncia "manovre"

"Una manovra orchestrata da Taiwan", che non intacchera' il consenso internazionale all'esistenza di "una sola Cina". Pechino reagisce alla telefonata tra il presidente eletto Usa, Donald Trump, e la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, con le parole pronunciate dal ministro degli Esteri, Wang Yi, intervistato dalla televisione di Hong Kong Phoenix TV.

Washington ha sostenuto la linea di una Cina unica dagli anni '70, quando il presidente repubblicano Richard Nixon apri' al colosso asiatico e successivamente fu deciso di rompere le relazioni diplomatiche con Taiwan. Secondo Wang Yi "il principio del riconoscimento di una sola Cina e' la pietra angolare dello sviluppo delle relazioni cino-americane e pensiamo che nulla possa alterare o annullare questa fondamentale scelta politica".

Taiwan e' di fatto separata dalla Cina continentale dalla fine della guerra civile nel 1949 vinta dal leader comunista Mao Zedong, quando nell'isola di Formosa ripararono le truppe nazionaliste del Kuomintang guidate da Chang Kai-shek. Pechino ha sempre considerato Taiwan come facente parte del territorio cinese.

La presidente Tsai e' stata eletta alla guida di Taiwan nel 2016 ed e' la leader del Partito democratico progressista, che lotta per l'indipendenza dalla Cina. Quella tra Trump e Tsai e' la prima comunicazione diretta tra un presidente degli Stati Uniti, anche se ancora non formalmente in carica, e un presidente di Taiwan, dal 1979, quando gli Stati Uniti hanno riconosciuto formalmente Pechino rispetto a Taipei e hanno spostato la sede diplomatica nella capitale della Repubblica Popolare Cinese.

Nel colloquio telefonico, Trump e Tsai hanno discusso dei legami economici e di sicurezza tra gli Stati Uniti e Taiwan, secondo quanto spiegato dall'ufficio presidenziale di Taipei in una nota. "La presidente di Taiwan mi ha chiamato oggi per farmi le congratulazioni per avere vinto la presidenza. Grazie!", ha twittato il presidente eletto degli Stati Uniti, evidenziando le parole "call me", per indicare di avere ricevuto la telefonata (e non di averla fatta). "Interessante come gli Stati Uniti vendano a Taiwan miliardi di dollari di equipaggiamenti militari ma non dovrei accettare una telefonata di congratulazioni", ha twittato il presidente eletto degli Stati Uniti, addentrandosi nelle relazioni tra Washington e Taipei e toccando un punto, la vendita delle armi a Taiwan, molto sensibile per Pechino. A Pechino e' arrivato nelle scorse ore, Henry Kissinger, l'uomo che aveva dato il via al riavvicinamento tra le due sponde del Pacifico nel 1971. L'ex segretario di Stato statunitense ha incontrato a porte chiuse il presidente cinese, Xi Jinping, con cui ha parlato delle relazioni tra Cina e Stati Uniti alla luce delle novita' in politica internazionale. Xi ha riconosciuto che le relazioni tra Washington e Pechino stanno vivendo "un momento chiave" e che i rapporti tra le due sponde del Pacifico devono proseguire "in maniera stabile e sostenuta". 

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