Trump: “Ho costruito un grande esercito e a volte bisogna usarlo. Ora tocca a Cuba”
Donald Trump ha dichiarato che “Cuba è la prossima”, suggerendo un potenziale cambio di rotta nelle strategie di Washington verso l’Avana, dopo gli interventi bellici in Venezuela e Iran.
Intervenendo al Future Investment Initiative Priority Summit in Florida, il leader degli Stati Uniti ha difeso l’impiego della potenza militare americana. “Quando sono intervenuto in Venezuela, ho detto: ho fatto campagna sul fatto della pace attraverso la forza (…) ho costruito questo grande esercito. Ho detto: non dovrete mai usarlo. Ma a volte bisogna usarlo”, ha affermato Trump, alludendo al blitz delle truppe statunitensi che a gennaio ha portato all’arresto del capo di stato venezuelano Nicolas Maduro. “E Cuba è la prossima, tra l’altro, ma fate finta che non l’abbia detto (…) media, per favore ignorate quella dichiarazione”, ha poi chiosato con estrema naturalezza.
Nuovi affondi contro Teheran
Durante lo stesso discorso, Trump ha nuovamente sollecitato l’Iran affinché riapra lo Stretto di Hormuz, proprio mentre il suo governo tenta di trovare una soluzione alle ostilità di fronte ai crescenti timori per le ripercussioni economiche del conflitto. Il tycoon ha inoltre confermato che le trattative per concludere lo scontro con l’Iran sono in fase di svolgimento, sostenendo che i rappresentanti di Teheran starebbero “implorando di fare un accordo”.
Trump ha poi asserito che la nuova Guida suprema iraniana, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, sarebbe “o morto o in pessime condizioni”. Mojtaba ha ereditato il potere dal padre Ali Khamenei, eliminato il 28 febbraio, nella giornata inaugurale dell’offensiva americana ribattezzata “Operation Epic Fury”.
Il presidente, infine, ha lanciato nuove accuse contro la Nato per la scelta degli alleati di non partecipare alla guerra in Iran. “Siamo molto delusi, tra l’altro, dalla Nato. Non è venuta in nostro aiuto”, ha sentenziato Trump, ribadendo di aver sempre ritenuto l’Alleanza “una tigre di carta”.

