Punti chiave
- Iran, Comitato Nobel: "Scarcerare "con urgenza" Narges Mohammadi"
- Petrolio, media: Iran riduce produzione per chiusura Hormuz
- La Cina respinge sanzioni Usa contro raffinerie legate a Iran
- Iran, Yemen: petroliera dirottata da uomini armati al largo di Shabwa
- Iran, lobbista Nick Stewart entra in team negoziale Usa
- Iran, resisteremo all'America divoratrice del mondo
- Iran, colloquio Pakistan-Kuwait: "Mediare per uscire da stallo"
- Iran, il figlio di Pezeshkian: "Guerra a vantaggio di Israele, Cina e Russia"
- Iran, vertice militare: "Pronti a qualsiasi nuova follia Usa"
- Iran, giustiziati due agenti spie Mossad
L’Iran deve liberare con urgenza la vincitrice del Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi e consentirle di ricevere la necessaria assistenza medica, ha dichiarato il presidente del Comitato norvegese del Nobel. Le condizioni di salute di Mohammadi, attivista iraniana che ha vinto il Nobel per la Pace nel 2023 per la sua campagna a favore dei diritti delle donne e contro la pena di morte, sono “gravemente peggiorate”, ha denunciato Joergen Watne Frydnes all’agenzia di stampa Reuters. Mohammadi e’ stata trasferita in un ospedale provinciale vicino Zanjan dopo aver subito un “arresto cardiaco”, ma necessita di cure a Teheran, secondo quanto riferito ieri dalla Fondazione che porta il suo nome e dalla famiglia. L’attivista era stata arrestata di nuovo lo scorso dicembre dopo aver denunciato la morte di un avvocato per i diritti umani, Khosrow Alikordi, trovato cadavere nel suo ufficio in circostanze sospette.
L’Iran sta riducendo la produzione di petrolio a causa delle crescenti difficolta’ di stoccaggio provocate dal blocco statunitense dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Bloomberg che cita un alto funzionario iraniano.
La Cina non si adeguera’ alle sanzioni statunitensi contro cinque aziende segnalate per aver acquistato petrolio iraniano. Lo ha dichiarato il ministero del Commercio di Pechino. La Cina e’ un cliente chiave per il petrolio iraniano, soprattutto attraverso raffinerie indipendenti di piccole dimensioni che si riforniscono di greggio a prezzi scontati proveniente dalla Repubblica islamica. Gli Stati Uniti, nel tentativo di tagliare le entrate a Teheran, hanno inasprito le sanzioni nei confronti di tali raffinerie. L’ingiunzione del ministero del Commercio, relativa alle sanzioni annunciate separatamente dallo scorso anno, afferma che le misure statunitensi “non saranno riconosciute, attuate o rispettate”. Le sanzioni “proibiscono o limitano in modo improprio alle imprese cinesi di svolgere normali attivita’ economiche, commerciali e correlate con paesi terzi e violano il diritto internazionale e le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali”, ha spiegato il ministero per il quale “il governo cinese si e’ sempre opposto alle sanzioni unilaterali prive dell’autorizzazione dell’Onu e di una base nel diritto internazionale”. L’ingiunzione si applica a tre societa’ della provincia dello Shandong – Shandong Jincheng Petrochemical Group, Shandong Shouguang Luqing Petrochemical e Shandong Shengxing Chemical – e ad altre due con sede in altre parti della Cina, Hengli Petrochemical (Dalian) Refinery e Hebei Xinhai Chemical Group.
La guardia costiera yemenita ha dichiarato che una petroliera è stata dirottata al largo della costa di Shabwa da uomini armati non identificati che sono saliti a bordo della nave. Dopo aver presero il controllo della M/T Eureka, gli assalitori hanno diretto la nave verso il Golfo di Aden, in direzione delle acque somale, hanno spiegato le autorità yemenite.
L’amministrazione Trump ha aggiunto un nuovo membro al suo team negoziale sull’Iran, sullo sfondo dello stallo dei colloqui con Teheran. Si tratta di Nick Stewart, direttore generale per le attivita’ di lobbying presso l’organizzazione di advocacy FDD Action, il braccio operativo della Foundation for Defense of Democracies.
Ex capo dello staff dell’Iran Action Group presso il Dipartimento di Stato nella prima amministrazione Trump, Stewart e’ entrato a far parte dell’ufficio dell’inviato speciale per le missioni di pace Steve Witkoff, secondo quanto confermato da una portavoce della Casa Bianca all’ex giornalista della Cnn Alex Marquardt. “Nick Stewart e’ un esperto di politica acuto e di grande esperienza, una risorsa preziosa per il talentuoso team dell’inviato speciale Steve Witkoff”, ha commentato Olivia Wales, dell’ufficio stampa della Casa Bianca.
Witkoff, il vicepresidente JD Vance e Jared Kushner, genero di Trump, hanno guidato i colloqui con l’Iran, che sono al momento in fase di stallo a causa di un fragile cessate il fuoco. Stewart e’ favorevole “all’eliminazione definitiva della minaccia nucleare iraniana, e’ un sostenitore delle sanzioni e degli strumenti militari, a supporto della diplomazia coercitiva”, spiega Norman Roule, ex responsabile dell’intelligence nazionale americana per l’Iran.
“L’operazione Epic Fury e’ la risposta a un regime che ha sempre scelto la violenza anziche’ la diplomazia”, ha affermato Stewart dopo l’inizio dell’offensiva americana-israeliana contro la Repubblica islamica. “E’ una risposta audace e appropriata all’imminente minaccia rappresentata dalla ricostituzione da parte dell’Iran delle sue capacita’ nucleari, missilistiche e di azione per procura”, aveva scritto.
L’Iran resistera’ all’”America divoratrice del mondo”. Lo ha dichiarato Hossein Noushabadi, alto funzionario del ministero degli Esteri iraniano, all’agenzia di stampa Isna (Iranian Students News Agency). “Il benessere, la prosperita’ e il progresso delle nazioni della regione” dipendono dal ritiro degli Stati Uniti dal Golfo, ha proseguito il direttore generale per gli affari parlamentari e legali del ministero. “Gli stranieri hanno sempre guardato con avidita’” a questa “risorsa” marittima strategica, che ha definito “parte dell’identita’ e della civilta’ iraniana”, alludendo alla regione del Golfo. In un riferimento storico, Noushabadi ha poi ricordato il “coraggio e sacrificio” del Paese nell’espellere “Portogallo, Paesi Bassi e Inghilterra” dal Golfo, promettendo che l’Iran resistera’ ora alle “spedizioni militari dell’America divoratrice del mondo”.
I ministri degli Esteri di Pakistan e Kuwait hanno avuto un colloquio incentrato sulla “situazione regionale in evoluzione”. Il ministro degli Esteri pakistano Mohammad Ishaq Dar ha discusso con il suo omologo kuwaitiano della situazione regionale e delle sue “piu’ ampie implicazioni economiche”.
Il ministro Dar ha sottolineato i “continui sforzi” del Pakistan, che sta mediando nei negoziati in stallo tra Stati Uniti e Iran, per far progredire gli sforzi diplomatici. Lo sceicco Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah del Kuwait “ha elogiato i sinceri sforzi del Pakistan volti a promuovere una pace e una sicurezza durature per la Ummah, nonche’ per la piu’ ampia comunita’ internazionale”, ha dichiarato il ministero degli Esteri in un comunicato stampa.
“Israele, Cina e Russia hanno tratto vantaggio dalla guerra in Iran”: lo ha affermato il figlio del presidente Masoud Pezeshkian, secondo quanto riportato dal sito Iran International. “Dobbiamo prepararci al peggio; il destino dell’Iran e’ legato al destino della guerra”, ha dichiarato Yousef Pezeshkian, mentre i colloqui di pace tra Iran e Usa sono in stallo da giorni e si sta profilando una possibile ripresa delle ostilita’.
“Le forze armate sono pienamente preparate a qualsiasi nuova avventura o follia da parte degli americani”. Lo ha dichiarato Mohammad Jafar Asadi, vice capo del comando centrale delle Forze armate, Khatam al-Anbiya, citato dall’agenzia di stampa iraniana Fars.
“Le azioni e le dichiarazioni dei funzionari statunitensi sono principalmente dettate dai media e mirano, in primo luogo, a impedire un crollo dei prezzi del petrolio e, in secondo luogo, a tirarsi fuori dal pasticcio che hanno creato”, ha affermato il vice capo del comando militare, in una dichiarazione diffusa dalla Fars. Asadi ha avvertito che la ripresa del conflitto “e’ probabile”, alla luce dello stallo dei colloqui di pace e delle criticita’ del presidente Donald Trump sull’ultima proposta di Teheran.
L’Iran ha giustiziato due “agenti che spiavano per il Mossad e raccoglievano informazioni vicino a un sito nucleare”. Secondo i media statali iraniani, le autorita’ di Teheran hanno giustiziato due individui accusati di cooperazione di intelligence con Israele e di spionaggio per il Mossad. Gli “agenti”, identificati come Yaakov Karim Pour e Nasser Bakharzadeh, erano accusati, tra le altre cose, di aver raccolto informazioni vicino all’impianto nucleare di Natanz.
Un funzionario militare iraniano ha dichiarato che un nuovo conflitto con gli Stati Uniti e’ “probabile”, alla luce dello stallo dei colloqui di pace e delle criticita’ del presidente Donald Trump sull’ultima proposta di Teheran. “E’ probabile un nuovo conflitto tra Iran e Stati Uniti, e le prove dimostrano che gli Stati Uniti non sono vincolati da alcuna promessa o accordo”, ha affermato Mohammad Jafar Asadi del comando centrale delle Forze armate, Khatam al-Anbiya, citato dall’agenzia di stampa iraniana Fars.
Il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero “stare meglio” se i funzionari non raggiungessero un accordo con l’Iran, dato che i negoziati sembrano di nuovo in una fase di stallo. “Francamente, forse e’ meglio non raggiungere alcun accordo. Volete sapere la verita’? Perche’ non possiamo permettere che questa situazione continui. Va avanti da troppo tempo”, ha dichiarato Trump durante un intervento come relatore principale a una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, in Florida.
Alcune ore prima, mentre era in partenza per la Florida, il presidente Usa aveva dichiarato alla CNN di non essere soddisfatto dell’ultima proposta iraniana volta a porre fine al conflitto. Trump aveva affermato che gli Stati Uniti non metteranno fine alla guerra con l’Iran “prematuramente”, senza aver raggiunto gli obiettivi prefissati. Le sue opzioni sull’Iran, aveva sottolineato, si riducono a due: “Distruggerli completamente e farla finita per sempre. Oppure provare a raggiungere un accordo”.
Nelle scorse ore, Trump ha notificato al Congresso che le “ostilita’ contro l’Iran iniziate il 28 febbraio 2026 sono terminate” il 7 aprile quando Washington e Teheran hanno concordato un cessate il fuoco temporaneo, poi prorogato. In questo modo, il capo della Casa Bianca intende aggirare la scadenza dei 60 giorni indicata dalla legge come termine massimo entro il quale il presidente puo’ portare avanti un intervento armato senza l’autorizzazione del Parlamento.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che la Marina statunitense si e’ comportata “come dei pirati” nell’attuare il blocco navale imposto da Washington ai porti iraniani. Lo ha affermato in un intervento come relatore principale a una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, in Florida. Nel suo intervento, Trump ha descritto un recente episodio in cui la Marina ha aperto il fuoco e sequestrato una nave mercantile iraniana.
“La nave si e’ fermata. Hanno usato dei rimorchiatori, e poi siamo atterrati sopra di essa. Abbiamo preso il controllo della nave, del carico, del petrolio. E’ un affare molto redditizio”, ha detto il presidente Usa. “Siamo come dei pirati. Siamo un po’ come dei pirati, ma non stiamo giocando”, ha sottolineato. Alcune navi di Teheran sono state sequestrate dagli Stati Uniti dopo aver lasciato i porti iraniani, insieme a navi portacontainer e petroliere iraniane soggette a sanzioni nelle acque asiatiche.
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5.000 soldati dalla Germania entro il prossimo anno. Lo ha reso noto il Pentagono. “Prevediamo che il ritiro venga completato nell’arco dei prossimi sei-dodici mesi”, ha dichiarato in una nota il portavoce del Pentagono, Sean Parnell.
L’annuncio segue l’ipotesi di riduzione delle forze avanzata dal presidente Donald Trump all’inizio della settimana, innescata dalle dichiarazioni del cancelliere Friedrich Merz. Lunedi’, il leader tedesco aveva affermato che gli Stati Uniti non avevano “evidentemente alcuna strategia” in Iran e che Teheran starebbe “umiliando” la prima potenza mondiale. Pronta la replica di Trump martedi’: “Pensa che sia accettabile che l’Iran si doti dell’arma nucleare. Non sa di cosa parla!”. Il giorno successivo, il presidente aveva aggiunto su X che Washington stava “esaminando la possibile riduzione” della presenza militare in Germania, anticipando una decisione imminente.
L’amministrazione Trump contesta agli alleati europei la scarsa collaborazione logistica e militare nell’offensiva israelo-americana contro l’Iran e nelle operazioni di sicurezza nello Stretto di Hormuz, attualmente sotto il controllo di Teheran. Piu’ in generale, il presidente repubblicano prosegue la linea critica verso la NATO e i partner europei, accusati di scarso impegno finanziario nella difesa e di eccessiva dipendenza dalla protezione statunitense, minacciando regolarmente il disimpegno di Washington.
Oltre alla Germania, giovedi’ Trump ha dichiarato di valutare tagli alle truppe anche in Italia e in Spagna. Interpellato nello Studio Ovale sulla possibilita’ di una riduzione, ha risposto: “Probabilmente lo faro’. Perche’ non dovrei? L’Italia non e’ stata di alcun aiuto e la Spagna e’ stata odiosa, assolutamente odiosa”. A fine 2025, l’Italia ospitava 12.662 soldati americani in servizio attivo, mentre la Spagna ne contava 3.814. L’Unione Europea e’ intervenuta giovedi’ sottolineando che la presenza di truppe USA nel continente “serve anche gli interessi degli Stati Uniti nel quadro della loro azione su scala globale”.

