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Traguardo per Giorgia Meloni, il suo governo è il secondo più longevo della storia repubblicana. La Premier: “Avanti con determinazione per difendere l’interesse nazionale”

Con 1.287 giorni di attività, l’esecutivo si posiziona subito dietro al Berlusconi II, che detiene il primato con 1.412 giorni in carica tra il 2001 e il 2005.

Traguardo per Giorgia Meloni, il suo governo è il secondo più longevo della storia repubblicana. La Premier: “Avanti con determinazione per difendere l’interesse nazionale”

Il Governo di Giorgia Meloni è il secondo più longevo della storia repubblicana, prima di lei solo il Berlusconi II. La Premier sui social: “Avanti con determinazione per difendere l’interesse nazionale”

“Da oggi il governo che ho l’onore di guidare diventa il secondo più longevo della storia repubblicana“. Così, Giorgia Meloni sui social, annuncia un nuovo traguardo, da vivere “come una responsabilità ancora più forte verso gli italiani”. “Grazie a chi continua a sostenerci, a credere nel nostro lavoro e nella serietà del nostro impegno. Andremo avanti con determinazione per completare il percorso avviato, con rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini italiani e con una sola bussola: l’interesse nazionale”, ha scritto la Premier. Con 1.287 giorni di attività, l’esecutivo si posiziona subito dietro al Berlusconi II, che detiene il primato con 1.412 giorni in carica tra il 2001 e il 2005.

Il risultato arriva in un contesto politico in cui la durata media dei governi italiani resta generalmente breve, spesso poco più di un anno. Per questo, sottolineano da Palazzo Chigi, la continuità dell’attuale esecutivo viene considerata un elemento significativo sia sul piano interno sia su quello internazionale. A ricordare il valore del traguardo è anche Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e figura vicina alla premier, che evidenzia come la stabilità rappresenti già di per sé un dato rilevante per il Paese. Tuttavia, precisa, “non è la durata il punto centrale”, quanto piuttosto i risultati raggiunti dall’esecutivo. Tra questi vengono citati il miglioramento degli indicatori occupazionali, la riduzione della disoccupazione e del lavoro precario, la tenuta dei conti pubblici e un clima di maggiore fiducia da parte dei mercati. A questi si aggiunge la diminuzione degli sbarchi e un rafforzamento del ruolo dell’Italia sul piano internazionale.

Particolare attenzione viene posta anche alle misure fiscali: secondo Fazzolari, tra taglio del cuneo fiscale e revisione delle aliquote IRPEF, l’intervento del governo comporterà una riduzione del gettito per lo Stato pari a circa 21 miliardi di euro annui, che si tradurranno in un aumento equivalente delle risorse disponibili per lavoratori e famiglie. Guardando avanti, dall’esecutivo viene ribadita la volontà di proseguire lungo la stessa linea, con l’obiettivo dichiarato di portare avanti in modo coerente il programma di governo e gli impegni assunti con gli elettori.

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