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Trump versione Lego preso in giro dagli iraniani. Il video diffuso dal regime

La guerra tra Stati Uniti e Iran si combatte anche sul terreno più imprevedibile: quello della comunicazione digitale.

Nelle ultime ore, una serie di video virali in stile Lego ha preso di mira Donald Trump, trasformandolo in protagonista di una narrazione satirica che sta facendo il giro del mondo. Le clip, diffuse dal gruppo “Explosive Media”, hanno raccolto milioni di visualizzazioni, diventando un vero caso di propaganda virale.

Video virali e narrativa ironica

Nei filmati, realizzati con tecniche di intelligenza artificiale e grafica ispirata ai Lego, Trump viene rappresentato come un leader impulsivo e indeciso.
In uno dei video più condivisi, il presidente sogna di distruggere infrastrutture iraniane, ma si sveglia piangendo e firma un accordo di pace con un taco in mano.

Un’immagine simbolica che richiama il concetto di “Taco”.

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Cos’è la “strategia Taco”

Il termine “Taco” – acronimo di Trump Always Chickens Out – descrive una presunta strategia fatta di minacce seguite da improvvisi dietrofront.

L’espressione era stata coniata dal giornalista Robert Armstrong del Financial Times nel 2025, ma oggi è tornata centrale proprio grazie a questi contenuti virali legati alla crisi iraniana.

Una guerra anche narrativa

I video non si limitano alla satira: costruiscono una vera narrazione geopolitica.

Accanto a Trump compaiono leader e simboli occidentali, mentre l’Iran viene rappresentato come una potenza resiliente e vittoriosa.
Il messaggio è chiaro: ribaltare la percezione del conflitto e colpire l’immagine degli Stati Uniti.

Perché funzionano così tanto

Nonostante i tentativi di censura da parte di piattaforme come YouTube e Meta, i video continuano a circolare grazie a una diffusione virale incontrollata.

Il segreto del loro successo:

  • linguaggio semplice e visivo
  • ironia immediata
  • condivisione massiva tra community globali

Il risultato?
Una propaganda capace di attraversare confini e pubblici, arrivando anche in Occidente.