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Esteri
In migliaia a Tunisi contro il terrorismo. Presente Renzi: "Non gliela daremo vinta"

Tornano in piazza, nell'ennesimo tentativo di dimostrare la propria rabbia contro una strage che non sarà mai dimenticata. Con lo slogan ufficiale "Le monde est Bardo", la Tunisia sta marciando contro il terrorismo a 11 giorni dall'attacco al museo del Bardo, dove sono morte 22 persone, contando anche la turista francese deceduta ieri all'ospedale. E in contemporanea all'avvio della marcia, il premier Habib Essid ha annunciato che le forze di sicurezza tunisine hanno ucciso il leader del gruppo terrorista cui faceva capo la cellula degli attentatori. Si tratta di Khaled Chaib, conosciuto anche come Lokman Abou Sakher. Lokman era leader del gruppo terrorista locale Ukba Ibn Nafi la cui roccaforte è nelle montagne Chaambi al confine con l'Algeria. Il premier ha speigato che Chaib è stato ucciso ieri sera insieme ad altri 8 miliziani in un raid nella regione di Gafsa.
 
Annunciata domenica scorsa dal presidente tunisino Essebsi, la manifestazione vuole essere simile a quella di Parigi dell'11 gennaio dopo gli attacchi cominciati con l'assalto a Charlie Hebdo. MIgliaia di tunisini si sono radunati a Bab Saadoun, la piazza da dove è partita la marcia, che vede anche una forte partecipazione internazionale. Imponenti le misure di sicurezza: ovunque agenti, militari armati e blindati. A pochi metri dal luogo del raduno anche un carro armato da battaglia.

Al corteo, che si è concluso proprio davanti al museo, oltre ai cittadini hanno partecipato anche diverse autorità internazionali, capi di Stato e di governo di varie parti del mondo. Fra loro, in rappresentanza dell'Italia, il premier Matteo Renzi, la presidente della Camera Laura Boldrini e una delegazione della Commissione esteri della Camera presieduta da Fabrizio Cicchitto. "Siamo qui per dire che noi non la diamo vinta ai terroristi", ha detto il premier prima di entrare nel museo luogo dell'attentato. L'attentato è "una ferita terribile, che squarcia la storia anche di alcune famiglie italiane". Fra i cartelli tenuti dai manifestanti con i nomi delle vittime, anche quelli degli italiani: "Je suis Orazio", "Je suis Giuseppina".
 
"La marcia di oggi testimonia la volontà ferrea di andare avanti verso una democratizzazione che non verrà minacciata dal terrorismo", ha aggiunto Laura Boldrini. Dal ministro Gentiloni, intervistato dal Gr1, un impegno ad aiutare la Tunisia che - ha detto - "ha un numero di foreign fighters, cioè potenziali terroristi che tornano da altri Paesi, abbastanza elevato, più che in altri Paesi". "Noi dobbiamo fare la nostra parte per aiutare la Tunisia in cui il percorso costituzionale è stato democratico, anche oggi lo si vedrà".
 
La delegazione internazionale. Per la Tunisia ci sono il presidente Beji Caid Essebsi e il premier Habib Essid ma anche il partito Ennahda, oggi al governo con Nidaa Tounes, nonostante sia accusato da alcuni di avere avuto legami con l'estremismo islamico. Per la Francia è arrivato François Hollande e il premier Manuel Valls. Dalla Polonia c'è il presidente Bronislaw Komorowski, il presidente palestinese Mahmoud Abbas e i ministri degli Esteri di Germania e Spagna, Frank Walter Steinmeier e José Garcia Margallo. E ancora il premier algerino Abdelmalek Sellal?.?

Le misure di sicurezza. Imponente il dispiegamento di forze per garantire la sicurezza della marcia. In una dichiarazione rilasciata ieri sera all'agenzia Tap, il portavoce del ministero dell'Interno Mohamed Ali Aroui ha riferito che sono in servizio "migliaia" di uomini e che alcune unità di riserva e forze speciali sono pronte a intervenire in caso di necessità. In città per le misure di sicurezza sono imponenti già da alcuni giorni, in coincidenza con il social forum (FOTO). Furgoncini della polizia da giorni sono piazzati sulle strade e agli incroci principali. Il forum si è concluso ieri con una marcia a sostegno della causa palestinese, alla quale secondo fonti di sicurezza citate dai media locali hanno partecipato circa 5 mila persone.

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