Nove giorni dopo le dimissioni dell’ex premier Ahmadi Jebali, e a cinque dal conferimento dell’incarico di formare il nuovo governo al suo esponente Ali Larayedh, Ennahda ha infine accettato di cedere a indipendenti quattro dicasteri-chiave che finora controllava: lo ha annunciato Rashid Gannouchi, leader del partito islamista al potere in Tunisia. “Confermiamo la ‘neutralizzazione’ di quattro ministeri di primo piano”, ha dichiarato Gannouchi all’emittente ‘Radio Kalima’. Si tratta dei portafogli di Esteri, Interno, Difesa e Giustizia.
La mossa potrebbe sbloccare la paralisi politica che da settimane attanaglia il Paese maghrebino: la piu’ grave dall’epoca della Rivoluzione dei Gelsomini che, all’inizio del 2011, condusse alla caduta del regime di Zine el-Abidine Ben Ali, inaugurando la Primavera Araba. Indirettamente, inoltre, realizzerebbe almeno in parte il progetto perseguito invano da Jebali, che puntava a costituire un esecutivo tecnico.

