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Esteri
Turchia, Erdogan: la Russia collabora con l'Isis

Nel bel mezzo della crisi con la Turchia, il presidente russo Vladimir Putin tiene il discorso annuale all'Assemblea Federale (le camere unite del Parlamento) indicando le principali direzioni di sviluppo della politica russa nel prossimo futuro e lanciando nuove minacce ad Ankara. Il Cremlino minaccia ritorsioni nei confronti della leadership turca, ribadendo amicizia con il popolo turco. E Recep Tayyip Erdogan replica duramente, minacciando a sua volta di presentare le prove degli affari russi con l'Isis.

Il messaggio è il ventiduesimo nella storia russa moderna e il dodicesimo per Putin come capo di Stato. Il messaggio viene letto davanti ai parlamentari, ai membri del Governo, al presidente della Corte Costituzionale, al procuratore generale, al capo della commissione elettorale centrale, a quello della Corte dei Conti e della Camera pubblica, ai leader regionali e ad altri funzionari, compresi i religiosi e newsmaker.

Inevitabile il riferimento alla crisi diplomatica con la Turchia, dopo l'abbattimento del jet russo al confine turco-siriano, di cui "la leadership turca è responsabile". Solo ieri Mosca aveva mostrato le prove che dimostrerebbero gli affari di Ankara - e della famiglia Erdogan in particolare - con lo Stato Islamico. Oggi nuove parole minacciose di Vladimir Putin: La Russia non "brandirà le armi" contro la Turchia", ma se qualcuno pensa che la reazione russa sarà limitata alle sanzioni commerciali, si sbaglia di grosso" ha detto il leader del Cremlino nel suo discorso alla nazione. "Non dimenticheremo l'abbattimento del jet russo" ha aggiunto. "Solo Allah sa perché lo hanno fatto. Ed evidentemente Allah ha deciso di punirli". Poi il chiarimento: i turchi sono un "popolo buono, operoso e di grande talento" e in Turchia la Russia "ha molti amici di lunga data, che, sottolineo, devono sapere che non li metteremo sullo stesso piano con l'attuale cricca al potere".

Una delle prime decisioni prese contro la Turchia è la "sospensione dei negoziati" per il gasdotto Turkish Stream. Ad annunciarlo è il ministro russo dell'Energia Aleksandr Novak.

Recep Tayyip Erdogan replica alle accuse, cercando di contrattaccare. Il presidente turco ha affermato di avere "prove" del coinvolgimento della Russia nel contrabbando di petrolio dell'Isis in Siria. "Abbiamo le prove, le riveleremo al mondo" ha detto Erdogan nel corso di un discorso davanti ai sindacati ad Ankara. Il presidente turco ha citato il nome di George Haswani, uomo d'affari siriano "titolare di un passaporto russo"

Putin ha poi rinnovato l'impegno della Russia "in prima fila" contro il terrorismo. Bisogna formare un'unica coalizione, "potente come un pugno, un solo potente fronte", sotto l'egida dell'Onu. "Ogni Stato deve combattere, non con parole, ma con concrete azioni e senza sanguinosi business con i terroristi", ha detto il presidente russo, in una pungente allusione alla Turchia. Secondo il presidente russo, gli sforzi di una nazione non sono sufficienti per sconfiggere il terrorismo internazionale.

Non manca un passaggio ostile a Washington. La destabilizzazione della situazione nei Paesi del Medio Oriente ha aperto la strada ai terroristi, spiega Putin, riferendosi in modo indiretto agli Stati Uniti. Secondo Putin è ben noto "chi voleva cacciare i regimi sfavorevoli imponendo rozzamente le proprie regole", e questo ha portato ad "agitazioni, alla distruzione di Stati, popoli contro altri popoli, e poi loro se ne sono lavati le mani aprendo la strada ai radicali, agli estremisti e ai terroristi".

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