I tassi sui bond ucraini continuano a salire e il prezzo per assicurarsi contro un eventuale default del Paese scosso dalle violente proteste anti governative di questi giorni è balzato ancora. È in atto una nuova rivoluzione arancione, il maggiore movimento di protesta da dieci anni a questa parte.

Migliaia di manifestanti pro-Ue hanno preso a confluire stamattina davanti al parlamento di Kiev, che in giornata deve esaminare una mozione di sfiducia al governo, accusato dall'opposizione di avere bruciato un'occasione unica per avvicinare l'Ucraina all'Europa, scegliendo di restare nella sfera di influenza russa.

Gli analisti hanno lanciato l'allarme: l'incertezza politica, la paralisi governativa e la minaccia di ulteriori scioperi potrebbero danneggiare un'economia già fragile e le finanze pubbliche del paese dell'Est Europa.

Aumentano inoltre rischi di una crisi valutaria. I cds a cinque anni sono saliti di quasi 100 punti base in area 1.067 punti base. Il rendimento sui bond sovrani denominati in dollari (e giudicati "spazzatura" dalle agenzie di rating) con scadenza giugno 2014 sono saliti di 274 punti base alla quota record del 19,34%.

"Continueremo a paralizzare il potere legislativo finche' non saranno state accolte le nostre richieste", ha avvertito Arseniy Yatsenyuk, leader pro tempore dell'Unione Pan-Ucraina 'patria' dell'ex premier Yulia Tymoshenko, attualmente in carcere. "Le nostre richieste chiave", ha spiegato Yatsenyuk, "sono le dimissioni del governo e la fine delle persecuzioni politiche, cosi' come la liberazione di Yulia Tymoshenko". Dal canto suo Rybak ha annunciato che non permettera' sedute parlamentari al di fuori della sede istituzionale.

Mentre il caos infuria a Kiev una delegazione ucraina guidata dal vice premier Yuri Boiko e' arrivata a Mosca per cercare aiuti finanziari e siglare un'intesa su prezzi piu' convenienti del gas. Aprendo l'incontro con gli ospiti il primo ministro russo Dmitry Medvedev ha sottolineato che l'Ucraina continua ad essere un alleato strategico, e che la Russia vuole "stabilita' e ordine" nel Paese vicino, li considera "estremamente importanti", anche se la situazione in corso resta un affare interno di Kiev.

Se in tanti partecipano alla protesta di piazza, in pochi invece presenzieranno il vertice ministeriale dell'Osce che si aprira' a Kiev domani e dopodomani. Nessuna diserzione ufficiale, nessun boicottaggio, ma il segretario Usa John Kerry e l'Alto rappresentante della politica estera Ue, Catherine Ashton, hanno fatto diplomaticamente sapere che non saranno alla riunione. Kerry, partito alla volta della Moldavia, ha ribadito anche l'importanza che siano gli ucraini a scegliere il proprio futuro. Rappresentati da delegati anche diversi ministri Ue come il francese Laurent Fabius, il britannico William Hague e l'italiana Emma Bonino. L'Occidente sembra non aver apprezzato il congelamento della tabella di marcia di Kiev verso l'Europa e la riunione a Kiev per la presidenza di turno dell'Ucraina non ha avuto la tempistica a suo favore. Tra i pochi ministri presenti il ministro tedesco Guido Westerwelle si e' fatto portavoce dell'Unione e a ribadito che per l'Ucraina "le porte dell'Unione sono ancora aperte", e "le offerte dell'Europa restano valide". "La sorte dell'Ucraina non ci e' indifferente, dev'essere a bordo dell'Europa", ha insistito il capo della diplomazia tedesca che, dopo gli incontri istituzionali, si e' diretto verso la centralissima Piazza dell'Indipendenza, cuore delle proteste di piazza, per manifestare solidarieta' ai dimostranti.

La protesta divampa in Ucraina e invade le istituzioni del Paese. Sfidando il monito del premier Mykola Azarov, che aveva intimato la fine delle proteste contro la mancata firma dell'accordo di associazione con l'Europa, le forze di opposizione hanno deciso oggi di bloccare i lavori della Rada Suprema fino a quando non saranno state accolte le loro richieste. Il corteo degli europeisti, forte anche del sostegno dei tre precedenti presidenti, ha affollato la piazza davanti al Parlamento per poi mettersi in marcia verso la presidenza della Repubblica in segno di protesta contro Viktor Yanukovich, assente dalla sede perche' in missione in Cina. Hanno preso posizione a fianco della piazza non solo il pro-occidentale Viktor Yuschenko, storico avversario di Yanukovich, ma anche Leonid Kravchuk, ultimo leader dell'era sovietica e primo capo dello Stato dopo l'indipendenza dalla disciolta Urss nel 1991, e Leonid Kuchma, che pure in passato aveva sempre sostenuto lo stesso Yanukovich. "Esprimiamo solidarieta' alle pacifiche azioni civiche di centinaia di migliaia di giovani ucraini", hanno scritto i tre in una nota. Il capo dell'Assemblea Volodymyr Rybak del Partito delle Regioni, di maggioranza relativa, e' stato costretto a interrompere i lavori ad appena due minuti dall'inizio, dopo che i deputati dell'opposizione avevano bloccato la tribuna degli oratori, impedendo gli interventi dei colleghi.

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I tassi sui bond ucraini continuano a salire e il prezzo per assicurarsi contro un eventuale default del Paese scosso dalle violente proteste anti governative di questi giorni è balzato ancora. È in atto una nuova rivoluzione arancione, il maggiore movimento di protesta da dieci anni a questa parte.

Migliaia di manifestanti pro-Ue hanno preso a confluire stamattina davanti al parlamento di Kiev, che in giornata deve esaminare una mozione di sfiducia al governo, accusato dall'opposizione di avere bruciato un'occasione unica per avvicinare l'Ucraina all'Europa, scegliendo di restare nella sfera di influenza russa.

Gli analisti hanno lanciato l'allarme: l'incertezza politica, la paralisi governativa e la minaccia di ulteriori scioperi potrebbero danneggiare un'economia già fragile e le finanze pubbliche del paese dell'Est Europa.

Aumentano inoltre rischi di una crisi valutaria. I cds a cinque anni sono saliti di quasi 100 punti base in area 1.067 punti base. Il rendimento sui bond sovrani denominati in dollari (e giudicati "spazzatura" dalle agenzie di rating) con scadenza giugno 2014 sono saliti di 274 punti base alla quota record del 19,34%.

"Continueremo a paralizzare il potere legislativo finche' non saranno state accolte le nostre richieste", ha avvertito Arseniy Yatsenyuk, leader pro tempore dell'Unione Pan-Ucraina 'patria' dell'ex premier Yulia Tymoshenko, attualmente in carcere. "Le nostre richieste chiave", ha spiegato Yatsenyuk, "sono le dimissioni del governo e la fine delle persecuzioni politiche, cosi' come la liberazione di Yulia Tymoshenko". Dal canto suo Rybak ha annunciato che non permettera' sedute parlamentari al di fuori della sede istituzionale.

Mentre il caos infuria a Kiev una delegazione ucraina guidata dal vice premier Yuri Boiko e' arrivata a Mosca per cercare aiuti finanziari e siglare un'intesa su prezzi piu' convenienti del gas. Aprendo l'incontro con gli ospiti il primo ministro russo Dmitry Medvedev ha sottolineato che l'Ucraina continua ad essere un alleato strategico, e che la Russia vuole "stabilita' e ordine" nel Paese vicino, li considera "estremamente importanti", anche se la situazione in corso resta un affare interno di Kiev.

Se in tanti partecipano alla protesta di piazza, in pochi invece presenzieranno il vertice ministeriale dell'Osce che si aprira' a Kiev domani e dopodomani. Nessuna diserzione ufficiale, nessun boicottaggio, ma il segretario Usa John Kerry e l'Alto rappresentante della politica estera Ue, Catherine Ashton, hanno fatto diplomaticamente sapere che non saranno alla riunione. Kerry, partito alla volta della Moldavia, ha ribadito anche l'importanza che siano gli ucraini a scegliere il proprio futuro. Rappresentati da delegati anche diversi ministri Ue come il francese Laurent Fabius, il britannico William Hague e l'italiana Emma Bonino. L'Occidente sembra non aver apprezzato il congelamento della tabella di marcia di Kiev verso l'Europa e la riunione a Kiev per la presidenza di turno dell'Ucraina non ha avuto la tempistica a suo favore. Tra i pochi ministri presenti il ministro tedesco Guido Westerwelle si e' fatto portavoce dell'Unione e a ribadito che per l'Ucraina "le porte dell'Unione sono ancora aperte", e "le offerte dell'Europa restano valide". "La sorte dell'Ucraina non ci e' indifferente, dev'essere a bordo dell'Europa", ha insistito il capo della diplomazia tedesca che, dopo gli incontri istituzionali, si e' diretto verso la centralissima Piazza dell'Indipendenza, cuore delle proteste di piazza, per manifestare solidarieta' ai dimostranti.

La protesta divampa in Ucraina e invade le istituzioni del Paese. Sfidando il monito del premier Mykola Azarov, che aveva intimato la fine delle proteste contro la mancata firma dell'accordo di associazione con l'Europa, le forze di opposizione hanno deciso oggi di bloccare i lavori della Rada Suprema fino a quando non saranno state accolte le loro richieste. Il corteo degli europeisti, forte anche del sostegno dei tre precedenti presidenti, ha affollato la piazza davanti al Parlamento per poi mettersi in marcia verso la presidenza della Repubblica in segno di protesta contro Viktor Yanukovich, assente dalla sede perche' in missione in Cina. Hanno preso posizione a fianco della piazza non solo il pro-occidentale Viktor Yuschenko, storico avversario di Yanukovich, ma anche Leonid Kravchuk, ultimo leader dell'era sovietica e primo capo dello Stato dopo l'indipendenza dalla disciolta Urss nel 1991, e Leonid Kuchma, che pure in passato aveva sempre sostenuto lo stesso Yanukovich. "Esprimiamo solidarieta' alle pacifiche azioni civiche di centinaia di migliaia di giovani ucraini", hanno scritto i tre in una nota. Il capo dell'Assemblea Volodymyr Rybak del Partito delle Regioni, di maggioranza relativa, e' stato costretto a interrompere i lavori ad appena due minuti dall'inizio, dopo che i deputati dell'opposizione avevano bloccato la tribuna degli oratori, impedendo gli interventi dei colleghi.

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