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Esteri
Ucraina, tutto pronto per il vertice. A Minsk ultime chance di pace

Gli occhi del mondo sono puntati sul vertice di Minsk tra il presidente russo, Vladimir Putin, il presidente francese Francois Hollande, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente ucraino Petro Poroshenko. Hollande e Merkel sono giunti nella capitale bielorussa accompagnati dai ministri degli Esteri Laurent Fabius e Frank-Walter Steinmeier.

Il summit al via alle 17 ora italiana e', come lo hanno definito fonti tedesche, "un barlume di speranza" per mettere fine a conflitto ucraino che ha gia' causato 5.300 morti e che prosegue anche in queste ore. Nelle ultime ore i combattimenti sono stati particolarmente virulenti e hanno fatto vittime tra soldati, ribelli, ma anche civili. Martedi' negli scontri e sotto le bombe erano morte almeno 37 persone. Oggi a Donetsk e' stato centrato un minibus e ci sono stati sei morti e otto feriti. Poche ore prima, colpi di mortaio avevano ucciso l'autista di un bus nella stazione centrale e altri tre uomini in una fonderia. Il comandante delle truppe Usa in Europa, il generale Ben Hodges, ha accusato le truppe russe di essere intevenute direttamente in azione contro lo snodo ferroviario di Debaltsevo, nell'Ucraina orinetale, e ha aggiunto che se avranno successo potrebbero spostare la loro attenzion su Mariupol, il porto ucraino sul Mare d'Azov. Hodges, ha anche denunciato che i russi hanno 10 battaglioni al confine orinetale con l'Ucraina mentre non ha quantificato il contingente russo sul suo ucraino.

A Minsk ci sono 500 giornalisti stranieri, un altro centinaio almeno arrivera' al seguito dei leader. Hollande e Mekel hanno confermato che "faranno di tutto" per arrivare come minimo al cessate il fuoco, che possa aprire la strada a un piano di pace piu' duraturo. In caso di fallimento del vertice -dove l'Ucraina e gli europei parleranno "con una voce sola", come ha detto Poroshenko- il presidente ucraino e' pronto a introdurre la legge marziale su tutto il territorio; Poroshenko ha ribadito anche il no all'idea di una 'federalizzazione' dell'Ucraina, come vorrebbe Mosca per mettere il veto con le regioni separatiste all'evoluzione filo-europea di Kiev. La Germania ha messo le mani avanti per non illudere nessuno che si possa magicamente risolvere la crisi in un colpo: "C'e' un barlume di speranza, niente di piu'", ha detto il portavoce del cancelliere. In realta' a sentire il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ci sono stati "notevoli progressi" nei colloqui preparatori. Non e' chiaro quale sia la cornice su cui lavoreranno i quattro leader: il Gruppo di contatto sarebbe riuscito a elaborare un accordo preliminare sul cessate il fuoco e il ritiro delle armi. Ma il rappresentante dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, Denis Pushilin, ha dichiarato che "e' presto per parlare di un cessate il fuoco, almeno da domani".

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