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Esteri
Yanukovych: "Gli accordi Mosca non ostacolano l'integrazione Ue-Ucraina"

Gli accordi tra Mosca e l'Ucraina firmati martedì scorso non precludono l'integrazione dell'Ucraina nell'Unione Europea. Ne è convinto il presidente ucraino Viktor Yanukovych, che il 17 dicembre ha ottenuto da Mosca un forte sconto sul prezzo del gas importato e un finaziamento di 15 miliardi di dollari, dopo aver rinunciato a fine novembre alla firma dell'Accordo di associazione con la Ue. Rispondendo a una domanda di un giornalista se l'intesa con Mosca possa avere riflessi sull'eventuale firma dell'associazione con la Ue, Yanukovych ha risposto che nei documenti firmati con il collega Vladimir Putin "non ci sono contraddizioni al corso dell'Ucraina verso la Ue. Si tratta di relazioni economiche".

Yanukovych non ha però escluso che l'Ucraina possa sottoscrivere "alcuni documenti" dell'Unione doganale che unisce Russia, Bielorussia e Kazakistan. "L'Ucraina non ha sottoscritto nessun documento dell'Unione doganale, e queste senza dubbio crea problemi nella cooperazione sia per i paesi dell'Unione sia per l'Ucraina. Il governo ucraino ha ricevuto questi documenti e oggi ha cominciato a esaminarli. Dopo che saranno tratte le conclusioni, verraqnno prese decisioni trasparenti relaitive ai principi che potremo sottoscrivere" ha detto Yanukovych. Mosca preme da tempo perchè Kiev entri nell'Unione, in alternativa all'avvicinamento alla Ue. Il presidente è il bersaglio delle più grande protesta di piazza dai tempi della rivoluzione arancione del 2004 dopo il suo no alla Ue.

Arrivati ​​a Mosca , Martedì 17 dicembre , in un piano fatto dall'oligarca Rinat Akhmetov , il presidente ucraino Viktor Yanukovich, ha ottenuto tutto quello che voleva dal suo omologo russo Vladimir Putin . "Grazie all'impegno del presidente russo, abbiamo fatto buoni progressi ". La Russia ha infatti accettato di ridurre di un terzo il prezzo delle sue forniture di gas all'Ucraina e si impegna a acquistare 15 miliardi di dollari di obbligazioni emesse dallo Stato ucraino.

L'Ucraina ha evitato la bancarotta e un disastro sociale grazie alla "storico accordo" con la Russia che ha deciso di investire 15 miliardi di dollari in titoli di Stato di Kiev: lo ha affermato il premier, Mykola Azarov, riferendo in Parlamento all'indomani dell'incontro a Mosca tra i due presidenti, Vladimir Putin e Viktor Yanukovich. "Cosa avrebbe atteso l'Ucraina senza questo accordo? La risposta e' chiara, la bancarotta e un tracollo sociale". Azarobv ha avvertito che "ora il governo non permettera' a nessuno di destabilizzare la situazione nel Paese", un chiaro riferimento alle manifestazioni di piazza dell'opposizione filo-Ue.

Kiev è costata un po' cara alla Russia? Macchè. Gli accordi raggiunti tra la Russia e l'Ucraina sono "reciprocamente vantaggiosi" e non si limitano al prestito all'Ucraina per evitare che si associ all'Unione Europea. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov difende le scelte di Mosca dopo le critiche di alcuni media russi alle intese di ieri, strette dai leader Vladimir Putin e Viktor Yanukovich. In particolare il canale tv Dozhd (Pioggia) ha detto che Kiev "si è venduta. Un po' cara", ossia che Mosca ha dovuto pagare un prezzo troppo alto per assicurarsi la partnership con l'Ucraina dopo le proteste filoeuropee di piazza Maidan. Ma la dirigenza russa pone l'accento sulla reciprocità, che in concreto non è solo lo sconto sul prezzo del gas e un finanziamento da 15 miliardi di dollari in cambio dell'influenza di Mosca. È piuttosto il riflesso dei legami tra le due economie. Anche i più banali, dal carbone al mercato del grasso di maiale.

La Russia ieri ha davvero messo mano al portafoglio: potrebbe acquistare già 3 miliardi di dollari di Eurobond ucraini entro la fine di questa settimana. "In base alla nostra partnership, è stato deciso di mettere a disposizione 15 miliardi di dollari di risorse per questo e per il prossimo anno", ha detto il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov. Ma per il ministero degli Esteri russo "non è corretto ridurre tutto solo alla proroga del prestito. Gli accordi che sono stati firmati ieri sono molto più ampi", ha detto Lavrov. E non contento, il ministro twitta ancora: "sorprendono i tentativi di esercitare pressioni sul governo dell'Ucraina, e le richieste a Kiev per firmare un accordo di associazione con l'UE". La stampa russa oggi non ha potuto fare a meno di sottolineare quanto costa il lusso di riavvicinare l'Ucraina. I soldi verranno dal Fondo nazionale per Welfare, che è considerato il paracadute della sicurezza economica russa in caso di crisi nonchè il borsellino per pagare le pensioni: con 17% di quello, la Russia acquisterà titoli di stato ucraino per 15 miliardi di dollari. Forse davvero caro, come prezzo. Tanto più che Putin ha detto che non si trattava di un ingresso nell'Unione doganale per Kiev. Eppure frasi come "semplificazione delle procedure doganali", "aumento dell'offerta di esportazioni ucraine verso la Russia" e "consolidamento degli scambi commerciali", lo ricordavano da vicino.

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