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Esteri
Il premier ucraino: Mosca ci ha dichiarato guerra, vicini al disastro

Ambasciatore Kiev all'Onu, chiederemo aiuti militari - L'Ucraina si sta preparando a difendersi dalla Russia ma chiedera' l'aiuto di altri Paesi se Mosca aumentera' la sua attivita' militare. Lo ha affermato l'ambasciatore di Kiev all'Onu Yuriy Sergeyev. "Dimostreremo di avere la capacita' di proteggerci" ma "se la situazione si aggravera', quando le truppe russe aumenteranno, ovviamente chiederemo supporto militare e altro tipo di supporto", ha spiegato il diplomatico in una intervista alla Cnn.

Costamagna, per mercati e' solo una turbolenza - Per i mercati finanziari la situazione dell'Ucraina "e' una turbolenza". Questa l'analisi di Claudio Costamagna, banchiere e presidente di Salini-Impregilo, gia' responsabile Italia di Goldman Sachs. Intervistato nel corso della trasmissione 'In mezz'ora' su Rai 3, Costamagna ha spiegato che "la turbolenza si vede dal prezzo dell'oro che sale un pochino. Ma - ha aggiunto - non vedo piu' di questo. L'Ucraina - ha spiegato - e' paese molto importante ma non e' centrale. Quando c'e' stata la crisi della Russia nel '98 era molto piu' preoccupante. Vediamo quello che faranno i russi - ha concluso - ma la risposta non deve venire dall'Italia, dalla Francia o dalla Germania, deve venire dall'Europa, dovremmo avere un ministro degli affari esteri e un ministro della difesa europeo".

Kerry 1, Russia rischia esclusione dal G8 - La Russia rischia l'esclusione dal G8 a causa delle manovre militari in Crimea contro l'Ucraina. E' il pesante avvertimento del segretario di Stato Usa John Kerry mentre la Gran Bretagna e la Francia hanno deciso di "sospendere" la partecipazione alle riunioni preparatorie per il vertice del G8 in programma a giugno a Sochi, sul Mar Nero. Putin "non avra' il G8 a Sochi e potrebbe anche essere escluso" dal gruppo delle 8 principali potenze del pianeta se le azioni di Mosca continueranno.

Kerry 2, "profonde conseguenze se Mosca non si ferma" - Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha avvertito la Russia che se non ferma l'escalation militare contro l'Ucraina ci saranno gravi ripercussioni nei rapporti con gli Stati Uniti. "Se Mosca non assume passi concreti e immediate per invertire questa escalation di tensione, gli effetti sulle relazioni Usa-Russia e sullo status internazionale della Russia saranno profonde", ha avvertito il capo della diplomazia di Washington in una nota. "Le azioni di Mosca", ha aggiunto Kerry, "non solo violano gli accordi internazionali, ma sono una minaccia alla pace e alla sicurezza dell'Ucraina e di tutta la regione". Il capo della diplomazia ha riferito di essersi consultato in videoconferenza con diversi ministri degli Esteri "per coordinare i prossimi passi". "Siamo concordi nelle valutazioni e lavoreremo a stretto contatto per sostenere l'Ucraina e il suo popolo in queta ora storica", ha aggiunto, insistendo perche' Mosca ritiri le truppe dal territorio ucraino. Kerry ha anche ricordato come gli Usa, "fin dal primo giorno" della rivolta contro il presidente poi destituito Viktor Yanukovich, abbiano messo in chiaro che riconoscono e rispettano i legami della Russia con l'Ucraina e le sue preoccupazioni per il trattamento dei russofoni". "Queste preoccupazioni", ha pero' avvertito, "devono essere affrontate in un modo che non violi la sovranita' e l'integrita' territoriale ucraine, ma con un confronto con il governo dell'Ucraina".

A Mosca proteste contro intervento militare, 100 fermati - Un centinaio di manifestanti sono stati fermati a Mosca durante due proteste contro l'intervento militare in Ucraina minacciato dal presidente Vladimir Putin. A quanto riferito dal dipartimento moscovita del ministero degli Interni, gli agenti hanno fermato 40 persone davanti alla sede del ministero della Difesa e altre 50 in piazza del Maneggio, di fronte al Cremlino. L'accusa per tutti e' di "tentata turbativa dell'ordine pubblico". Entrambi i raduni - che hanno visto la partecipazione in tutto di meno di mille persone, ma che non avevano l'autorizzazione del Comune - sono stati convocati in modo spontaneo via internet ieri sera, dopo che il Consiglio della Federazione ha approvato la richiesta di Putin di fare ricorso alle truppe per "difendere gli interessi dei connazionali" in Ucraina. Giovani e adulti si sono riuniti in modo silenzioso e ordinato, ma gli agenti anti-sommossa degli Omon hanno portato via chiunque pronunciasse anche solo uno slogan o tenesse un cartello in mano. Alcuni cantavano l'inno nazionale di Kiev. Altri avevano piccole bandierine ucraine, che uscivano dal taschino dei cappotti o nastri giallo-azzurri, i colori nazionali. Altri ancora esponevano semplici fogli scritti a mano, in cui il concetto ricorrente era sempre la "vergogna". "Mi vergogno del mio Paese - ha detto Vania, 20 anni studente e senza alcun parente in Ucraina - sono qui per dimostrare che io sono diverso dal mio governo". "Mi vergogno per i carrarmati in Crimea. Ucraina perdonaci", si leggeva su un altro cartellone, ritirati dalla polizia insieme agli altri che invocavano "no alla guerra".

Alcuni arresti si sono verificati anche a San Pietroburgo, dove in piazza Sant'Isacco, circa 150 persone si sono radunate sempre contro l'intervento militare nell'ex repubblica sovietica. In piazza e' sceso anche il deputato locale, Vitaly Milonov, noto per essere stato tra i principali promotori della legge anti-gay. Il politico, riporta il giornale Fontanka, si e' piu' volte rivolto ai manifestanti chiamandoli "fascisti". Nonostante il tentativo di mostrare disappunto, l'umore della societa' civile e' a terra. Lo si evince non solo dalla piazza, ma anche leggendo giornali e social network. Per molti si tratta di un enorme passo indietro per la gia' fragile societa' civile russa e per il Paese in generale. Altri guardano con terrore a una possibile guerra, con conseguente ulteriore caduta del rublo e impennata del costo della vita, che gia' sta creando nn pochi malumori nella classe media. Inoltre, la causa pacifista non vedra' schierati attivamente quelli che sono stati i tradizionali leader delle proteste anti-Putin, negli ultimi due anni e mezzo. La maggior parte di loro, come il blogger e oppositore Alexei Navalny, si trova in carcere o sconta severe misure restrittive per diversi motivi. Intanto, in un gesto a sorpresa, una delle autorita' morali dell'opposizione russa, lo scrittore Boris Akunin, ha inviato ad astenersi dal manifestare, "finche' non saranno pronti a scendere in strada centinaia di migliaia di persone". A suo dire, piccole dimostrazioni sporadiche "mettono a repentaglio solo i piu' attivi e coraggiosi tra gli oppositori". La giornata di manifestazioni nella capitale russa finisce questa sera con un corteo, tra piazza Pushkin e Prospettiva Sakharov, organizzato pero' a favore della politica russa sulla Crimea, "a sostegno del popolo ucraino e contro i provocatori, che hanno preso il potere a Kiev". Attesa la presenza anche di deputati e senatori, che ieri hanno dato l'ok all'invio di militari.

Francia e Gb sospendono partecipazione a preparativi G8 - Dopo la Francia, anche la Gran Bretagna ha deciso di "sospendere" la partecipazione alle riunioni preparatorie per il vertice del G8 in programma a giugno a Sochi, sul Mar Nero, per protesta contro l'escalation militare russa in Crimea. A Parigi la decisione di non prendere parte alle riunioni dei prossimi giorni e' stata presa nel corso di una riunione d'emergenza tra il presidente, Francois Hollande, e il ministro degli Esteri, Laurent Fabius. "La sovranita' e l'integrita' territoriale dell'Ucraina "sono state violate", ha commentato da Londra il ministro degli Esteri britannico William Hague, annunciando la stessa misura adottata da Parigi. Hague ha poi chiesto alle due parti in causa di evitare il conflitto.

Mille uomini armati circondano caserma in Crimea - Un migliaio di uomini armati ha circondato una base della Guardia di frontiera ucraina, nel sud della Crimea. Lo ha riferito il ministero della Difesa ucraino, aggiungendo che 20 camion sono stati posizionati lungo il perimetro dell'edificio, che ospita la 36ma Brigata delle guardie di frontiera.

Riunione alla Farnesina, "ogni sforzo contro escalation" - Sostenere "ogni sforzo per prevenire contrapposizioni pericolose e l'acuirsi di tensioni nel sud est dell'Ucraina, mantenendo aperti tutti i canali di dialogo a livello internazionale": e' questa l'indicazione emersa da una riunione di coordinamento alla Farnesina per un esame della situazione in Crimea e le possibili iniziative politico-diplomatiche per favorire l'allentamento della tensione nell'area. Alla riunione erano presenti il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, i Consiglieri diplomatici del Presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio e del ministro della Difesa, il direttore del Dipartimento per l'Informazione e la Sicurezza e funzionari della Farnesina, alla vigilia della riunione di domani del Consiglio Affari Esteri dell'Ue a Bruxelles.

Capezzone, Ue inadeguata, e' solo espressione geografica - "Dinanzi alla drammatica, e forse presto tragica, situazione ucraina, questa Ue merita il titolo dispregiativo storicamente attribuito a Metternich verso l'Italia di allora: 'non e' che un'espressione geografica'". Cosi' Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera, commenta la crisi in Ucraina e il ruolo esercitato dall'Europa. Per l'esponente di Forza Italia, "qualunque sia l'opinione di ciascuno (e la mia personale e' tutta al fianco delle aspirazioni degli ucraini, che non vogliono ritornare a scenari da Unione Sovietica), resta infatti un dato di fondo: l'attuale Ue sa mobilitarsi solo per imporre vincoli, per inchiodare un continente a politiche di austerita' anti-crescita, e per il fiscal compact. Sul resto" - conclude Capezzone - "prevalgono vilta' e assenza di visione".

Nato, Russia minaccia pace e stabilita' Europa - Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha accusato la Russia di minacciare la pace in Europa. "Cio' che la Russia sta facendo in Ucraina", ha dichiarato ai giornalisti prima di una riunione degli ambasciatori del Consiglio atlantico, "viola i principi della Carta dell'Onu e minaccia la pace e la sicurezza in Europa". Il numero uno dell'Alleanza atlantica ha invitato Mosca a fermare l'escalation e ha chiesto a tutte le parti di "proseguire negli sforzi per superare questa difficile situazione".

Premier Yatseniuk, Mosca ci ha dichiarato guerra - Il premier ad interim ucraino, Arseny Yatseniuk, ha denunciato che la Russia ha dichiarato guerra al Suo Paese con il via libera all'invio delle truppe. "Siamo sull'orlo del disastro", ha detto parlando ai giornalisti, "questo e' un allarme rosso, non si tratta di una minaccia ma di una dichiarazione di guerra".

A Mosca 40 fermati a manifestazione pro-Kiev - A Mosca la polizia ha fermato 40 persone con l'accusa di "tentato turbamento dell'ordine pubblica" a una manifestazione contro l'intervento militare in Ucraina minacciato dal presidente russo, Vladimir Putin. La protesta si e' svolta nei pressi del ministero della Difesa e sono stati esibiti cartelli con la scritta "No alla guerra" mentre alcuni sventolavano bandiere ucraine e indossavano nastrini giallo-azzurri, i colori del vessillo nazionale.

Papa, comunita' internazionale appoggi dialogo - Papa Francesco ha lanciato un "accorato appello" per l'Ucraina. "La comunita' Internazionale - ha chiesto - sostenga ogni iniziativa in favore del dialogo e della concordia". "Vi chiedo - ha aggiunto rivolto ai 100 mila presenti in piazza San Pietro - di pregare per l'Ucraina che sta vivendo una situazione delicata, mentre auspico che tutte le parti si adoperino per una soluzione pacifica". Nelle brevi parole pronunciate a braccio dopo l'Angelus, Francesco ha insistito "sulla ricerca della pace e di un accordo evitando ogni violenza". "L'Ucraina - ha detto testualmente il Papa - sta vivendo una situazione delicata. Mentre auspico che tutte le componenti del Paese si adoperino per superare le incomprensioni e per costruire insieme il futuro della nazione, rivolgo alla comunita' internazionale un accorato appello affinche' sostenga ogni iniziativa in favore del dialogo e della concordia".

Parlamento ucraino chiede invio osservatori a centrali atomiche - Il Parlamento ucraino ha chiesto l'invio di osservatori internazionali per proteggere le sue centrali nucleari alla luce delle crescenti tensioni con la Russia: lo ha riferito il deputato Hryhoriy Nemyri, spiegando che la Rada suprema ha anche lanciato una richiesta di assistenza alle potenze firmatarie del trattato nucleare del 1994 che garantisce la sicurezza ucraina, tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna e Russia. (

Kiev mobilita forze armate, richiamati i riservisti - L'Ucraina ha richiamato tutti i riservisti e ha mobilitato le sue forze armate perche' siano il prima possibile pronte al combattimento: lo ha riferito il segretario del Consiglio di sicurezza, Andriy Paruby, massimo responsabile della sicurezza di Kiev. Paruby ha anche riferito che e' stato ordinato al ministero degli Esteri di richiedere a Gran Bretagna e Stati Uniti di farsi garanti della sicurezza dell'Ucraina. Il ministero della Difesa ucraino ha diramato ordini a tutti i comandanti militari perche' pongano le proprie unita' in stato di allerta per il combattimento, ha spiegato Parubiy in una dichiarazione alla stampa alla Rada, il Parlamento ucraino convocato per una riunione d'emergenza. La mobilitazione, ha spiegato, e' finalizzata a "garantire la sicurezza e l'integrita' territoriale dell'Ucraina".

Molti militari Crimea si schierano con russi - I militari ucraini che prestano servizio in Crimea si stanno schierando massicciamente dalle parte delle autorita' locali filo-russe: lo sostiene il corrispondente dell'Interfax dalla penisola. Secondo l'agenzia russa, molte postazioni militari ucraine in Crimea sono state disertate dai militari, il cui posto e' stato preso da uomini delle forze di autodifesa russe. Secondo il corrispondente, gran parte dei militari ucraini penisola starebbero disertando per schierarsi con la nuova leadership della Crimea, alleata di Mosca. Poche ore prima sempre l'Interfax aveva dato notizia che in Crimea militari russi hanno sequestrato armi da una base radar e da un'accademia della Marina militare ucraina. Citando fonti del ministero della Difesa di Kiev, l'agenzia ha riferito che i russi hanno esortato il personale delle due strutture a schierarsi con quelli che hanno definito i "legittimi" leader della penisola. Dalla base radar di Sudak sono stati portati via fucili, pistole e munizioni, caricati su un'auto. Armi sono state prelevate anche dalla struttura per l'addestramento della Marina a Sebastopoli, la citta' sul Mar Nero che ospita una base della Flotta russa.

Canada richiama ambasciatore, minaccia di boicottare G8 - Il Canada ha richiamato il suo ambasciatore a Mosca e si e' unito agli Usa nella minaccia di boicottare il vertice del G8 di Sochi, a giugno, per protesta contro l'escalation militare russa in Crimea. "Ci uniamo ai nostri alleati nel condannare con grande fermezza l'intervento militare del presidente (russo) Vladimir Putin", ha dichiarato in una nota il premier canadese Stephen Harper, poche ore dopo il via libera all'invio di truppe in Ucraina. "Queste azioni", ha affermato, "rappresentano una chiara violazione della sovranita' e dell'integrita' territoriale dell'Ucraina. E sono anche una violazione da parte della Russia dei suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale". Fonti Usa hanno riferito che Barack Obama e diversi leader europei potrebbero boicottare il G8 di Sochi se per giugno la crisi ucraina non sara' stata risolta.

Per la crisi, tv russa cancella cerimonia degli Oscar - La crisi in Ucraina ha imposto al principale canale televisivo russo di cambiare i palinsesti e cancellare la trasmissione della Notte degli Oscar per dare spazio ai notiziari. Diffusa prima su Twitter, la notizia e' stata confermata dalla stessa emittente, il Pervy Kanal (Primo canale). "A causa della grande quantita' di notizie relative alla situazione nella repubblica autonoma di Crimea e in Ucraina e la crescente attenzione del pubblico ai telegiornali, Pervi Kanal ritiene impossibile trasmettere la cerimonia degli Oscar", si legge sul sito dell'emittente piu' diffusa a livello nazionale. "Tanto piu' che questa sara' al mattino (a causa della differenza di fuso), quando va in onda la quantita' massima di notiziari", conclude il comunicato diffuso dal canale tv, che ha deciso comunque di trasmettere la registrazione degli Oscar martedi' notte.

Militari russi sequestrano armi in 2 basi Crimea - In Crimea militari russi hanno sequestrato tutte le armi in una base radar e in un'accademia della Marina militare ucraina: lo ha reso noto fonti del ministero della Difesa di Kiev, spiegando che i russi hanno esortato il personale delle due strutture a schierarsi con quelli che hanno definito i "legittimi" leader della penisola. Dalla base radar di Sudak sono stati portati via fucili, pistole e munizioni, caricati su un'auto. Armi sono state prelevate anche dalla struttura per l'addestramento della Marina a Sebastopoli, la citta' sul Mar Nero che ospita una base della Flotta russa.

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