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Esteri
Putin: truppe di Kiev come i nazisti. Forniture di gas a rischio per l'Europa

Putin continua a negare la presenza dei soldati russi sul suolo ucraino. Anzi, accusa Kiev di non voler trattare un piano di tregua e paragona gli scontri nelle città dell'est all'assedio di Leningrado della Seconda guerra mondiale: "Sono come le truppe naziste che circondavano le nostre città e sparavano direttamente ai loro abitanti", dice parlando a un forum giovanile a Seligher. Poi definisce gli ucraini e i russi "praticamente un solo popolo" e respinge le accuse del presidente degli Stati uniti Barack Obama, il quale afferma che dietro il conflitto ucraino ci sia Mosca. "La Russia non ha intenzione di essere coinvolta in eventuali conflitti su larga scala. Non vogliamo questo. Ma, naturalmente, dobbiamo sempre essere pronti a respingere qualsiasi aggressione nei nostri confronti" ha detto Putin.

Vladimir Putin alza il tono delle minacce sulla crisi ucraina arrivando ad avvertire Kiev, i suoi alleati e la Nato, che "e' meglio non fare scherzi con noi", perche', ha ricordato, la Russia "e' una delle grandi potenze nucleari" e le forze armate russe sono pronte a ricorrere ad ogni mezzo a loro disposizione per "respingere qualsiasi aggressione". Cosi' il presidente russo dopo le notizie dal fronte nelle regioni orientali ucraine e la richiesta di Kiev di entrare nella Nato: un'eventualita' considerata ostile da Mosca, ancora piu' dell'attuale patto di associazione e il possibile ingresso nell'Ue. "La Russia e' lontana dall'essere coinvolta in un conflitto su larga scala", ha detto Putin parlando davanti ai giovani di un campo scuola sulle rive del Lago Seiger, "e noi non lo vogliamo e ne' lo stiamo progettando. Ma naturalmente siamo sempre pronti a respingere ogni aggressione contro la Russia".

Per questo", i partner della Russia....dovrebbero capire che e' meglio non schierare con noi. Grazie a dio, non penso che qualcuno stia pensando ad un conflitto su larga scala con la Russia. Voglio ricordarvi che la Russia e' una delle grandi potenze nucleari". All'origine della crisi ucraina per Putin resta la rimozione "incostituzionale" dell'ex presidente Viktor Yanukovich (lo scorso 21 febbraio), dietro alla quale, ha accusato, c'e' la mano di Usa e Ue. Le regioni orientali ucraine filo-russe non hanno condiviso l'operazione e non vogliono ora assoggettarsi alla "bruta forza militare" delle forze di Kiev: "Se questi sono i valori contemporanei europei, allora io semplicemente deluso al massimo grado".

Mosca deve "interrompere le sue azioni militari illegali" in Ucraina, ha denunciato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen. "Noi condanniamo nei termini più forti il perdurante disprezzo della Russia dei suoi obblighi internazionali. Rivolgiamo un appello perché interrompa le sue azioni militari illegali, il sostegno ai separatisti armati e perché prenda misure immediate e verificabili nell'ottica di una de-escalation di questa cristi", ha dichiarato Rasmussen, al termine della riunione d'urgenza degli ambasciatori dei paesi membri.

Kiev ha denunciato l'invasione diretta da parte delle truppe di Mosca al consiglio di Sicurezza dell'Onu (finita dopo un rovente scambio di accuse senza alcun accordo), a Bruxelles si sono incontrati d'urgenza gli ambasciatori Nato a Bruxelles mentre i ministeri degli Esteri dell'Ue sono a Milano a un incontro presieduto dall'Alto rappresentante in scadenza, Catherine Ashton, e ospitato dal ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini. Il clima è tesissimo. Il comportamento della Russia in Ucraina "non resterà senza conseguenze", avvertono Usa e Germania. Il portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, Steffen Seibert, ha parlato di indizi sempre più numerosi sulla presenza di russi nel paese e dell'uso di armi russe. "La somma di tutte queste cose equivale a un intervento militare", ha affermato ribadendo che il governo di Berlino non fornirà armi all'Ucraina. "Se sembra una guerra, suona come una guerra e uccide come una guerra, è una guerra", scrive il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski rispondendo a un tweet del collega svedese, Carl Bildt, che aveva denunciato che quella in corso "è la seconda invasione russa dell'Ucraina in un anno".

Gli abitanti di Mariupol, un porto strategico sul mare di Azov sstanno fuggendo dalla città di fronte all'avanzata dei ribelli filorussi che hanno assunto il controllo di diverse località della regione. Sulla strada che la unisce a Donetsk, roccaforte dei separatisti, i bus sono pieni e auto con scritte che indicano la presenza di bambini si susseguono. Cuore della metallurgia ucraina e sede delle più grandi fabbriche del settore nel Paese Mariupol è strategica perché, oltre a permettere un corridoio verso Donetsk, garantisce un collegamento terrestre tra Crimea e Russia, e potrebbe essere la prossima città a cadere nelle mani dei ribelli. La città è rimasta in tutti questi mesi fedele a Kiev e vi si è trasferita l'amministrazione regionale, che ha abbandonato Donetsk.

In una sorta di gioco delle parti, Putin ha chiesto ai separatisti ucraini l'apertura di un "corridoio umanitario" per i soldati di Kiev intrappolati nella città di Novoazovsk, caduta nelle mani dei ribelli. "Chiedo alle forze ribelli di aprire un corridoio umanitario per coloro che sono circondati", ha affermato il presidente russo in una nota, "così da evitare inutili perdite di vite umane e dare loro l'occasione di ritirarsi dalla zona delle operazioni". E la risposta dei soldati ucraini a lui fedeli non si è fatta attendere: "Con tutto il rispetto dovuto al presidente (Vladimir Putin), siamo disposti ad aprire un corridoio umanitario per le truppe ucraine finite in questo pasticcio solo a condizione che ci consegnino le loro armi e le loro munizioni", ha detto il leader dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, Oleksandr Zakharchenko, parlando al canale tv russo Rossiya 24.

Sul fronte diplomatico, gli Stati Uniti fanno sapere che Obama riceverà il 18 settembre il presidente ucraino Petro Poroshenko alla Casa Bianca. "La visita metterà in evidenza l'impegno Usa nel rimanere a fianco di Kiev mentre persegue democrazia, indipendenza e stabilità. Obama discuterà con Poroshenko gli sforzi per raggiungere una risoluzione alla crisi nell'est dell'Ucraina e il continuo sostegno Usa nella lotta per difendere l'integrità territoriale e la sovranità", ha detto il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest.

Quasi 2.600 persone sono rimaste uccise nel conflitto nell'est dell'Ucraina dallo scorso aprile. Lo denuncia l'Onu. "Almeno 2.593 persone sono morte tra metà aprile e il 27 agosto", rivela un rapporto della Nazioni Unite sottolineando che la "tendenza è allarmante".

A dirlo è il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak, secondo il quale esistono "forti rischi" per le forniture. Perché ripartano le forniture russe di gas all'Ucraina, Kiev deve estinguere preventivamente un debito di 1,45 miliardi di dollari per il 2013 e concordare sulle nuove condizioni, ha affermato oggi il numero uno del monopolista russo Gazprom Alexei Miller, secondo quanto riferisce l'agenzia
di stampa Interfax.

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