Si continua a morire nell’est dell’Ucraina nonostante il piano di pace firmato a Minsk che da domenica dovrebbe portare al cessate il fuoco. Tra scambi di accuse e tentativi di guadagnare terreno prima che tacciano le armi, si registrano 20 morti tra civili e soldati. Secondo i ribelli filorussi, nelle ultime 24 ore sono morti almeno 10 civili, di cui tre bambini, vittime del fuoco ucraino.
“Giovedi’ nella citta’ di Golovka sono morti tre bambini colpiti da un proiettile di artiglieria”, ha riferito alla stampa locale il ‘numero due’ delle milizie dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, Eduard Basurin. In tutto, ha aggiunto, a Gorlovka sono morte quattro persone e altre tre nella citta’ di Donetsk, la principale roccaforte dei separatisti nell’est dell’Ucraina.
Altre tre persone sono morte nella notte a Lugansk, sempre secondo i filorussi che controllano la citta’, capitale della regione omonima alla frontiera con la Russia. Ma anche Kiev denuncia il bombardamento dei ribelli e vittime tra i civili: colpi di artiglieria sono caduti a Shchastya, una citta’ a nord-ovest di Lugansk, e hanno causato la morte di due persone e il ferimento di altre sei, ha reso noto il capo dell’amministrazione regionale, controllata da Kiev. “La bomba ha colpito un caffe’ dove c’erano numerose persone”, ha riferito Hennadiy Moskal, secondo cui i proietti sono caduti anche in altre zone della citta’. “
Il sistema di riscaldamento della citta’ e’ saltato, danneggiate le linee elettriche e anche la rete idrica. E questo -ha aggiunto sarcastico- e’ il modo in cui si prepara un ampio cessate-il-fuoco”. Dopo l’accordo di Minsk ci sono state altre vittime anche fra le truppe ucraine: secondo il comando militare di Kiev, sono morti otto soldati e 34 sono rimasti feriti.

