La tensione resta alta in Ucraina per il timore di un'azione di forza contro i manifestanti pro-Ue che occupano alcune zone del centro di Kiev, nonostante l'apertura del governo con l'offerta di una "tavola rotonda" per il dialogo. Dopo una notte di relativa tranquillita', anche a causa del gelo e della neve, in giornata sono comparse le forze speciali in assetto anti-sommossa per le vie della capitale. L'opposizione teme sia imminente un assalto su vasta scala contro i manifestanti, malgrado a sorpresa il presidente Viktor Yanukovich abbia annunciato di essere favorevole all'avvio di un dialogo, sulla base della proposta lanciata da uno dei suoi predecessori, Leonid Kravchuk, ultimo leader ucraino in epoca sovietica e primo capo dello Stato dopo l'indipendenza dalla disciolta Urss, nel 1991.

A tale scopo ha convocato per domani una riunione con coloro che lo hanno preceduto: Leonid Kuchma e Viktor Yushchenko, oltre allo stesso Kravchuk. La scorsa settimana i tre, malgrado gli orientamenti ideologici e le storie personali assai diversi, si erano schierati compatti dalla parte della piazza e contro la recente mossa del loro successore, di congelare l'accordo di associazione con l'Ue per riavvicinarsi invece a Mosca. Pronto al dialogo con il presidente filo-russo si e' detto uno dei principali leader dell'opposizione, il campione del mondo di pugilato Vitaly Klitschko dell'Alleanza Democratica Ucraina per le Riforme che pero' insiste per le dimissioni del governo e teme un giro di vite della repressione. La delicatezza del momento e' enfatizzata dall'arrivo a Kiev, sempre domani, di lady Catherine Ashton, alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Ue, che si tratterra' nella Repubblica ex sovietica anche il giorno seguente e avra' incontri con emissari di tutti i partiti, come pure dell'esecutivo e della societa' civile. "La priorita' assoluta e' evitare una guerra civile", ha ribadito il ministro degli Esteri, Emma Bonino. Nelle strade la situazione resta in bilico: la polizia ha denunciato segnalazioni di bombe in almeno tre stazioni della metropolitana, ma per i dimostranti si e' trattato soltanto di un espediente per "distogliere l'attenzione" e completare i preparativi per il paventato giro di vite finale.

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La tensione resta alta in Ucraina per il timore di un'azione di forza contro i manifestanti pro-Ue che occupano alcune zone del centro di Kiev, nonostante l'apertura del governo con l'offerta di una "tavola rotonda" per il dialogo. Dopo una notte di relativa tranquillita', anche a causa del gelo e della neve, in giornata sono comparse le forze speciali in assetto anti-sommossa per le vie della capitale. L'opposizione teme sia imminente un assalto su vasta scala contro i manifestanti, malgrado a sorpresa il presidente Viktor Yanukovich abbia annunciato di essere favorevole all'avvio di un dialogo, sulla base della proposta lanciata da uno dei suoi predecessori, Leonid Kravchuk, ultimo leader ucraino in epoca sovietica e primo capo dello Stato dopo l'indipendenza dalla disciolta Urss, nel 1991.

A tale scopo ha convocato per domani una riunione con coloro che lo hanno preceduto: Leonid Kuchma e Viktor Yushchenko, oltre allo stesso Kravchuk. La scorsa settimana i tre, malgrado gli orientamenti ideologici e le storie personali assai diversi, si erano schierati compatti dalla parte della piazza e contro la recente mossa del loro successore, di congelare l'accordo di associazione con l'Ue per riavvicinarsi invece a Mosca. Pronto al dialogo con il presidente filo-russo si e' detto uno dei principali leader dell'opposizione, il campione del mondo di pugilato Vitaly Klitschko dell'Alleanza Democratica Ucraina per le Riforme che pero' insiste per le dimissioni del governo e teme un giro di vite della repressione. La delicatezza del momento e' enfatizzata dall'arrivo a Kiev, sempre domani, di lady Catherine Ashton, alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Ue, che si tratterra' nella Repubblica ex sovietica anche il giorno seguente e avra' incontri con emissari di tutti i partiti, come pure dell'esecutivo e della societa' civile. "La priorita' assoluta e' evitare una guerra civile", ha ribadito il ministro degli Esteri, Emma Bonino. Nelle strade la situazione resta in bilico: la polizia ha denunciato segnalazioni di bombe in almeno tre stazioni della metropolitana, ma per i dimostranti si e' trattato soltanto di un espediente per "distogliere l'attenzione" e completare i preparativi per il paventato giro di vite finale.

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