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Ucraina, ultimatum a Yanukovich

Dopo quattro giorni consecutivi di scontri tra manifestanti pro-europeisti e forze di sicurezza, costati finora cinque morti e oltre quattrocento feriti, una tregua-lampo e’ stata proclamata in Ucraina dalle forze di opposizione, nella speranza di intavolare nuovi colloqui con il presidente filo-russo Viktor Yanukovich, dopo il nulla di fatto di ieri, e cercare cosi’ di scongiurare il baratro.

E’ stato l’ex campione mondiale di pugilato Vitaly Klitschko, leader dell’Alleanza Democratica Ucraina per le Riforme, a chiedere ai sostenitori di evitare disordini fino alle 20 locali, le 19 in Italia, per poter negoziare prima che scada l’ultimatum di 24 ore impartito al governo. “Allora tornero’ da voi, e vi faro’ sapere i risultati”, ha arringato la folla Klitschko. “Nel frattempo restate calmi, ma non smantellate le barricate”, ha raccomandato.

Yanukovich ha reagito chiedendo una riunione di emergenza della Rada Suprema, il Parlamento, per trovare una “soluzione immediata”: riunione che pero’ il capo dell’assemblea, Volodymyr Rybak, ha fissato soltanto per martedi’ prossimo. Rybak, pur appartenendo al Partito delle Regioni al potere, ha aperto alla possibilita’ di un dibattito tanto sulle dimissioni dell’esecutivo, reclamate dagli oppositori, quanto sulle discusse, recenti norme che vietano le manifestazioni di massa.

Norme che ha assicurato di non voler applicare Andriy Sadovy, sindaco di Leopoli, la capitale culturale del Paese, tradizionalmente nazionalista e filo-occidentale, oltre che a maggioranza cattolica. La citta’ principale dell’ex Galizia rischia di diventare il nuovo epicentro del conflitto: la sede dell’amministrazione regionale e’ stata occupata da centinaia di dimostranti, che hanno imposto di firmare le dimissioni al governatore Oleh Salo, uno dei fedelissimi di Yanukovich.

Per evitare un ulteriore degenerare della crisi e’ tornata a muoversi l’Unione Europea. Il capo della Commissione, Jose’ Manuel Durao Barroso, ha avuto una conversazione telefonica con Yanukovich, il quale gli ha assicurato di “non prevedere di dichiarare lo stato di emergenza”. Barroso gli ha poi comunicato una nuova, imminente missione di mediazione di Catherine Ashton, alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, che si era recata in Ucraina gia’ a dicembre: lady Ashton visitera’ Kiev la settimana prossima, e fra domani e sabato sara’ preceduta dall’eurocommissario all’Allargamento, il diplomatico ceco Stefan Fuele.